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Paul Pogba, Manchester United (Insidefoto)

Il Manchester United archivia i primi tre mesi dell’anno fiscale 2017, al 30 settembre 2016, con un utile netto di 1,2 milioni di sterline (quasi 1,4 in euro), in calo del 76% rispetto ai 5 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Calano anche le revenue del club che si attestano a 120 milioni di sterline, contro i 123 milioni al 30 settembre 2015, e il debito netto sale a 337,7 milioni, su di 51,5 milioni yoy: il 18% in più rispetto al primo trimestre 2016 attribuibile alla svalutazione della sterlina post-Brexit, con il cambio dollaro-sterlina passato in dodici mesi da 1.5128 a 1.2941.

L’outlook per l’anno, però, resta positivo e il club, che ha chiuso i conti del 2016 con 515 milioni di sterline di ricavi e utile a 36, prevede revenue al 30 giugno 2017 per 530-540 milioni di sterline e EBITDA a 170-180mln. Confermato anche il dividendo di metà anno che sarà pagato il 5 gennaio 2017: 0,09 dollari per share.

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Fonte Manchester United, conti al 30 settembre 2016

Per il club della famiglia Glazer, quotato a New York, questo appena concluso è stato il trimestre degli ingaggi importanti, con gli arrivi all’Old Trafford, tra gli altri, di Zlatan Ibrahimovic, Paul PogbaHenrikh Mkhitaryan. Il costo non ammortizzato della rosa nel suo complesso è salito il 30 settembre a 374 milioni di sterline, contro i 241,7 milioni di valore al 30 giugno 2016: 132,3 milioni in più, un aumento del 55%. 

Ed Woodward, vice presidente esecutivo del club, ha spiegato che “sebbene i nostri risultati finanziari del trimestre rispecchino l’impatto della mancata partecipazione alla Champions League, noi potremo raggiungere il nostro record di revenue alla fine dell’anno. In questi mesi – ha aggiunto – abbiamo migliorato la squadra con alcuni top player e questo dimostra la nostra volontà di conquistare trofei”.

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L’asticella del record dei ricavi è segnata a 530 milioni di sterline (616 in euro), una soglia che confermerebbe i Red Devils in testa tra i club del Regno Unito, ma solo sul podio tra le società europee, preceduta da Barcellona e Real Madrid. Per raggiungere il proprio obiettivo il club britannico dovrà aumentare il fatturato del 3-4% rispetto alla stagione scorsa, ma in questa primissima fase dell’anno i ricavi complessivi sono diminuiti del 2,8%, rispetto allo stesso periodo di riferimento.

A frenare la crescita degli incassi è stato il minor numero di partite di calcio giocate in casa e, ovviamente, la mancata partecipazione alla UCL che ha azzerato il surplus derivante dai diritti televisivi della Premier League. Con il segno più i ricavi commerciali, da sponsorship a merchandising, che aumentano del 4,4%, a 74,3 milioni di sterline nonostante il minor numero di tour estivi giocati dalla squadra nel corso del precampionato. Anche la televisione fa bene ai conti del club: 29,1 milioni di sterline incassati nei primi mesi dell’anno fiscale, il 5,4% in più yoy anche se il distacco sarebbe potuto essere maggiore se il club avesse giocato in Champions. Ma tant’è.