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Una coreografia dei tifosi del Milan durante un derby (Foto: Insidefoto.com)

Il closing si avvicina. L’affare tra la cordata di imprenditori cinesi e Fininvest per la cessione del Milan prosegue spedito, e la chiusura sembra ormai prossima.

Oggi infatti la società rossonera ha ufficializzato la data della prossima Assemblea dei soci, in cui dovrebbe essere ratificata la chiusura dell’affare con i cinesi: «Il Consiglio di Amministrazione di AC Milan, riunitosi in data odierna, ha deliberato su richiesta dell’azionista Fininvest S.p.A. di convocare l’Assemblea dei soci per il giorno 2 dicembre 2016, in prima convocazione e, occorrendo, per il giorno 13 dicembre 2016, in seconda convocazione – si legge in un comunicato ufficiale del club rossonero -. L’Assemblea sarà chiamata a deliberare, fra l’altro, in ordine alla composizione degli organi sociali, al fine di consentire alla stessa Fininvest S.p.A. di adempiere agli impegni presi con la stipula del contratto preliminare avente ad oggetto la cessione dell’intera partecipazione detenuta in AC Milan».

Il 2 o il 13 dicembre (come da accordi nel preliminare, entro il 2016), quindi, l’assemblea dei soci rossoneri dovrebbe sancire il closing con Sino Europe, a cui seguiranno le dimissioni del CdA e la nomina del nuovo board, con Marco Fassone che sostituirà Adriano Galliani come amministratore delegato.

Intanto, mentre i piccoli azionisti rossoneri chiedono garanzie sull’affare, le conferme arrivano anche da persone vicine alla famiglia Berlusconi, come Licia Ronzulli, esponente di Forza Italia e “fedelissima” dell’ex Premier: «Il Milan ai cinesi? Non credo ci sia alcuna possibilità che la squadra non venga più venduta, ci sono anche i contratti firmati».

Sulla vicenda, inoltre, è intervenuto anche il presidente della Figc Carlo Tavecchio: «In Figc ho ricevuto solo una delegazione dei proprietari cinesi dell’Inter, mentre al momento non si è ancora fatto vivo nessuno del Milan. Però credo che non ci siano problemi con il closing, anche perché hanno già investito 100 milioni di euro e quindi se non si arrivasse ad una chiusura sarebbe un uovo di Pasqua non di poco conto».

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