inter costo punti de boer mancini
Frank De Boer (Insidefoto.com)

La falsa partenza dell’Inter è costata cara a De Boer, ma anche alla stessa società nerazzurra. Dopo il ko con la Sampdoria, infatti, l’Inter ha scelto di cambiare l’allenatore, salutando il tecnico olandese.

L’ex Ajax è così rimasto sulla panchina nerazzurra per soli 84 giorni, dopo l’addio di Mancini ad inizio agosto. Un record negativo di durata che comunque permette un piccolo confronto con i suoi predecessori a livello economico-sportivo. Il metro d’analisi è il costo della rosa (ovverosia ammortamenti dei giocatori più gli stipendi lordi) diviso per il numero di punti ottenuti, parametrato alle ultime 5 stagioni.

IL COSTO DELLA ROSA DELL’INTER

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Nel 2012/13 con Stramaccioni in panchina e nel 2013/14, primo anno della gestione Mazzarri, il costo della rosa dell’Inter è pressoché equivalente: da 130,74 milioni si passa a 131,9 milioni.

Nel 2014/15, stagione in cui si assiste all’avvicendamento a metà anno tra Mazzarri e Mancini, il costo non cambia particolarmente.

Mancini chiede alla società rinforzi e arrivano Santon, Brozovic, Shaqiri e Podolski. Ma si tratta di giocatori in prestito pressoché gratuito (con diritto o obbligo di riscatto che pesa sul bilancio successivo). Il loro arrivo fa aumentare il monte stipendi rispetto a quello di inizio stagione (che passa così a 91,42 rispetto ai 73,92 di inizio stagione), ma il costo della rosa rimane in linea con quello del 2013/14.

Nel 2015/16 con Mancini sulla panchina nerazzurra per l’intera stagione ci si aspetta che il costo della rosa aumenti in modo consistente vista la campagna acquisti estiva in cui arrivano Kondogbia, Murillo, Miranda, Perisic, Jovetic, Lljaic (tra gli altri). Questo in realtà non succede poiché l’Inter, per non sforare dai parametri del fair play finanziario, sposta gran parte dei costi sul 2016/17.

In questo modo, dunque, la maggior parte dei costi “cade” su de Boer, che ha avuto così una rosa il cui costo è di 165,78 milioni. Un po’ per gli investimenti della scorsa estate (Candreva, Joao Mario, Gabriel Barbosa, ecc.), un po’ per i rinnovi importanti come quello di Icardi, ma anche per i costi della campagna acquisti 2015/16 che hanno finito per gravare sul 2016/17.

IL RENDIMENTO DELLA ROSA DELL’INTER

Il rendimento non sempre è andato di pari passi con gli investimenti. Due sono i campi di analisi che abbiamo scelto: le prime 11 giornate di campionato e l’esperienza complessiva.

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Le prime 11 giornate dell’Inter versione 2016/17 sono non solo le più costose, ma anche quelle che hanno fruttato meno punti. I 14 punti ottenuti dalla squadra di De Boer sono anche meno dei 16 che hanno portato all’esonero di Mazzarri, e ben distanti dalle prestazioni delle altre stagioni. Con un divario che, a livello di costo per punti, decisamente ampio.

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Se consideriamo l’intera esperienza da allenatore, il divario tra De Boer diminuisce, con l’olandese che resta sempre ampiamente in testa come peggior rendimento (seppur abbia avuto solo 11 partite a disposizione, contro le 38 di Stramaccioni, le 49 di Mazzarri e le 65 di Mancini).

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