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Roberto Maroni (Insidefoto)

Dopo il fallimento con il conseguente ritiro di Roma dall’operazione Olimpiadi 2024 una nuova prospettiva si sta profilando all’orizzonte. Milano sarebbe interessata ad organizzare i giochi del 2028.

I segnali politici necessari ci sono tutti.

Da una parte il sindaco di Milano, Beppe Sala, già deus ex machina di Expo 2015, si è detto pronto a sostenere l’eventuale candidatura.

Oggi sulla Gazzetta dello sport anche il governatore della Regione, Bobo Maroni, si dice interessato all’evento, rivendicando pure la primogenitura dell’idea.

«Mi fa piacere, ma tengo a sottolineare che sono stato il primo a parlarne – ha detto il governatore della Lombardia -. Quando avanzai la proposta il sindaco era titubante, anzi da Tokyo, dove si trovava, disse “Non se ne parla: le priorità sono altre…”. Mi fa piacere che abbia cambiato idea, ma rivendico la primogenitura dell’idea. In realtà io penso Olimpiadi diffuse, con Milano al centro e tutta la Lombardia coinvolta”.

Maroni avanza anche uno scenario possibile calcolando le probabilità di aggiudicarsi l’evento: “Dovremo aspettare il settembre 2017 per vedere a chi andranno i Giochi del 2024. Se venissero assegnati a Los Angeles avremmo buone possibilità di portare l’Olimpiade da noi”.

Il governatore si è detto anche pronto ad un pressing sul CIO per cambiare alcune regole sulla “geografia” dei giochi.

L’idea è quella del coinvolgimento di una macroarea con anche Veneto, Piemonte, Liguria (con Genova, ad esempio, per le gare di vela).

Nel frattempo, come già annunciato da Giovanni Malagò, la sessione 2019 del Cio potrebbe essere ospitata proprio da Milano e Maroni vuole giocarsi la carta vincente: “Nella nostra città, da sempre aperta all’innovazione, potremmo chiedere che le Olimpiadi siano assegnate alle Nazioni e non più alle singole città presentando contestualmente la candidatura di Milano­Lombardia 2028. Credo che i Giochi del futuro non possano che essere così”.

Maroni ha poi sostenuto le idee di Sala per San Siro (“positiva l’idea di una casa per due”) ma si è detto critico sulle proprietà cinesi delle società cittadine: “Spero di essere smentito, ma ci vedo più interessi finanziari e di marketing che passione”.