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Claudio Lotito presidente della Lazio (Insidefoto)

Vigilanza, mensa, manutenzione, assistenza varia e mirate attività di comunicazione sono costati al gruppo della Lazio 7.13 milioni di euro nell’annata 2015-2016. Servizi che la società di Claudio Lotito ha deciso di affidare ad aziende nelle quali il presidente è azionista: oltre 7 milioni di euro che rappresentano il 41.2% del totale degli oneri per servizi esterni del gruppo, arrivati a toccare i 17.3mln di euro nei conti chiusi il 30 giugno 2016. È quanto emerge dalla lettura del bilancio consolidato della Lazio che ha archiviato la stagione scorsa con una perdita superiore ai 12 milioni di euro.

La gestione quasi artigianale del club ha coinvolto un po’ tutti i settori aziendali e anche la pubblicità è stata travolta dalla tentazione dell’home-made: il 30% delle spese sostenute per la promozione del gruppo, 4.61 milioni di euro in totale, sono andate nelle casse dell’altra squadra che ha come socio Lotito, la Salernitana. Il valore dell’affare è 1.45 milioni di euro, ai quali bisogna aggiungere 0.37mln di debiti da pagare in futuro. Anche nell’esercizio precedente in Campania era finita esattamente la stessa somma e pure per lo stesso motivo: il gruppo Lazio ha ritenuto corretto continuare a promuovere il proprio brand a Salerno.

I costi esterni SS Lazio 2015-2016 - Fonte bilancio consolidato SS Lazio
Oneri esterni della SS Lazio 2015-2016 – Fonte bilancio consolidato

Quali sono gli altri servizi pagati dalla Lazio verso società che fanno capo al patron Lotito? Ci sono un po’ tutte quelle attività indispensabili per il buon andamento di una squadra di calcio. La Roma Union Security ha incassato 630mila euro per i costi di vigilanza, più debito da 0.32mln; la manutenzione di Formello è costata 1.48mln di euro staccati alla Gasoltermica Laurentina che ha ottenuto anche un anticipo di 120mila euro e pesa con un debito di 0.07mln. La Omnia Sevice, invece, garantisce un piatto caldo in mensa ai dipendenti del club in cambio di 1.05mln di euro; più 0.73 di debiti.

Poi ci sono le società di assistenza, come la Linda che per 0.54mln si occupa di “sistemi informatici, processi organizzativi e logistici aziendali e magazzino area tecnica”. La Snam Lazio Sud per 390mila euro garantisce non meglio specificati “servizi di assistenza gestionale” e la Bona Dea, per 0.2 milioni di euro e debito di 0.03mln, si occupa dell’amministrazione del personale in casa biancoceleste.

Ovviamente la Lazio, società quotata in Borsa, è legittimata a scegliere come partner società che ruotano attorno allo stesso Sole, e del resto non è affatto la prima volta che nei conti ci sono riferimenti ad altre aziende di Lotito. Lo stesso gruppo nel bilancio sottolinea che “tali transazioni sono state perfezionate nel rispetto della correttezza sostanziale e procedurale ed a normali condizioni di mercato”. Lotito, insomma, lascia che siano società ben conosciute a occuparsi degli affari della Lazio per mantenere tutto sotto controllo; in cambio il patron ha imposto l’austerità ai suoi amministratori: la società – a differenza di quanto fanno molte squadre di A, ad esempio Roma e Juventus – non prevede nessun rimborso per i membri che siedono in consiglio di gestione e in consiglio di sorveglianza. Presidente compreso. 

3 COMMENTI

  1. Michele, visto che ti piacciono le domande, ne ho una pronta: visto tutti gli anni ci proponete queste analisi sui soldi che la Lazio spende in servizi svolti dalle società di Lotito, non sarebbe meglio confrontarli con quanto spendono altre società di serie A per gli stessi servizi, piuttosto che farlo solo con i compensi degli amministratori, per dare a chi legge un metro di paragone per giudicare se sono tanti, pochi o giusti?

    • Franco, ma sei tifoso della Lazio o di lotito ? Invece d’incazzarti, te la prendi con chi ti racconta dove finiscono i soldi della Lazio (al cui computo mancano i 4 mln spesi per un Academy fantasma ), bucando il silenzio di gran parte dei media sulla faccenda ?

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