Torna d’attualità la condizione dello stadio Flaminio e l’idea di darlo in gestione alla Federazione italiana Gioco Calcio.

Lo stadio al momento è ridotto in uno stato preoccupante di abbandono. Le ultime stime parlano di 20 milioni di investimento necessarie per la risistemazione.

Eì vero che la Figc vorrebbe fare dello stadio Flaminio di Roma la ‘casa’ delle nazionali? “Il Flaminio è in stato fatiscente e non lo dico io – ha risposto Tavecchio intervistato ieri da RaiSport -. Comunque diamo la disponibilità a qualsiasi tipo di ragionamento anche in consorzio con altri“.

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Una frase, quella di Tavecchio, che fa capire che sul Flaminio in realtà non c’è nulla di delineato.

Lo stadio peraltro è stato più volte evocato nella polemica su Roma 2024.

Ancora oggi il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha difeso la mancata candidatura evocando l’impianto e spiegando che molti stadi sarebbero stati solo ristrutturati e non costruiti: “Avremmo per esempio recuperato lo stadio Flaminio che è abbandonato, invece di costruirne uno nuovo”, le sue parole.

Il dossier prevedeva un investimento di 45 milioni sullo stadio.

Nei mesi scorsi a tornare sulla vicenda era stato il quotidiano online Lettera43, che aveva ricostruito i passaggi burocratici sulla gestione. Nel febbraio del 2014 si aprì uno spiraglio. La Federcalcio annunciò la sottoscrizione di una convenzione col Comune di Roma per una concessione di un anno (prorogabile a due) e la riqualifica dell’impanto che sarebbe dovuto tornare al calcio. Poi tutto si arenò.

Una delibera del Comune di Roma nel mese di febbraio 2014 lo assegnò alla Federcalcio per farne una grande casa del calcio giovanile e delle nazionali baby con annesso complesso museale

stadio Flaminio Lazio

Ma la Figc cambiò dirigenza in agosto, con l’elezione di Carlo Tavecchio, dopo la débâcle della Nazionale al Mondiale brasiliano, e l’accordo non si perfezionò mai.

«L’accordo era subordinato a una serie di sopralluoghi che non avvennero mai, così come non ci fu la consegna delle chiavi alla Figc», ha spiegato a Lettera43.it Roberto Coramusi, referente per la comunicazione istituzionale della federazione, nello scorso mese di maggio.

Nello stesso anno anche Claudio Lotito, presidente della Lazio, aveva ventilato l’ipotesi di un impegno diretto del suo club per la gestione dell’impianto.

Fino al 2013 la gestione era stata della Federazione di Rugby che ne aveva fatto la casa della nazionale di rugby soprattutto in occasione delle partite del Sei Nazioni.

Ora torna in auge l’idea dell’affidamento alla FIGC, ma tutto è possibile.

UPDATE (11.10.2016). In giornata il presidente Tavecchio ha poi specificato le intenzioni: “Abbiamo in questo momento progetti in testa per accorpare la federazione a Roma, che è divisa in più edifici. Una delle possibilità potrebbe essere il Flaminio, ma solo per quanto riguarda la federazione”. La Nazionale “gioca a Firenze, a Coverciano, che è l’ideale e non cambierà”. A Roma “vogliamo solo raggruppare una federazione che ora si trova in tanti punti sparsi”.