Il Palermo di Zamparini tra poche settimane potrebbe prendere la via della Cina. Come noto gli interessamenti hanno già portato ai primi contatti e entro un mese – come indica oggi La Repubblica Palermo – potrebbe esserci il decollo.

Entro novembre dovrebbe arrivare una vera e propria offerta d’acquisto che, di fatto, metterebbe in moto tutta la trattativa in cui closing sarebbe previsto a cavallo tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017.

Si sono lasciati con questo impegno i rappresentanti del gruppo interessato al Palermo e i dirigenti della società rosanero che per diversi giorni, sino a ieri, si sono confrontati ad Ajello del Friuli a casa Zamparini.

Tre giorni di incontri, con una parentesi distensiva domenica pomeriggio quando il gruppo ha visto in televisione la partita tra i rosanero e la Sampdoria, nel corso dei quali sono state gettate le basi per la chiusura dell’operazione.
Una trattativa che è ormai entrata nella fase avanzata visto che, al contrario di quanto era stato preventivato in un primo momento, non ci sarà una nuova visita in Italia dei rappresentanti cinesi.
In pratica, dopo i contatti di questi giorni, si passerà alla seconda fase con la presentazione dell’offerta scritta. Successivamente Zamparini deciderà se accettare questa proposta o meno.
Nel primo caso si passerebbe quindi alla fase conclusiva che porterebbe al passaggio del testimone in viale del Fante. Un testimone che passerebbe in mani cinesi con la costituzione di un nuovo consiglio di amministrazione all’interno del quale resterebbe comunque Zamparini che manterrebbe una quota di minoranza del venticinque per cento che gli consentirebbe di restare in società come consulente senza mantenere la carica di presidente che andrebbe invece ad un uomo di fiducia della nuova cordata cinese.

Le linee cardine di questa operazione non riguardano soltanto il Palermo in quanto tale, ma anche tutte le attività che ruotano intorno alla società rosanero e, più in generale, al Gruppo Zamparini.Nel primo caso i cinesi sarebbero pronti a investire duecento milioni di euro per rilevare il settantacinque per cento del club e per realizzare il nuovo stadio che dovrebbe sorgere allo Zen e il centro sportivo che non sarà certamente a Carini dove è scaduta la variante del piano regolatore per la realizzazione dell’opera in contrada Zucco e potrebbe invece nascere a Boccadifalco dove verrebbe ampliato il “Tenente Onorato” che verrebbe ceduto ai rosa dalle autorità militari con una convenzione novantennale. Cosa diversa sono gli affari che potrebbero nascere tra i cinesi, che operano soprattutto nel settore delle costruzioni, e il Gruppo Zamparini che opera nel settore dell’agricoltura biologica, delle energie rinnovabili e del turismo. Tutti campi nei quali il Palermo non entrerebbe direttamente o entrerebbe soltanto marginalmente.

Una mega operazione, quindi, che nascerebbe con la benedizione del governo cinese che interverrebbe con le garanzie bancarie di uno degli istituti di credito di Pechino che, a sua volta, potrebbe “dialogare” con una banca italiana per gestire i capitali necessari a chiudere la trattativa e soprattutto portare avanti i futuri lavori relativi al nuovo stadio e al centro sportivo.

Maurizio Zamparini poi è intervenuto sull’argomento a Radio Kiss Kiss: “Il calcio italiano ha bisogno di investimenti, oggi non ce ne sono più. Il sistema finanziario ci ha penalizzati, per questo andiamo a cercare capitali all’estero. Stiamo trattando la cessione al Palermo su una base di 100 milioni di euro”, ha affermato il patron del Palermo.

LASCIA UNA RISPOSTA:

Please enter your comment!
Please enter your name here