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Tifosi del Celtic (Insidefoto)

Il Celtic Glasgow archivia la stagione 2015-2016 migliorando i propri conti, sia per fatturato che per risultato prima delle tasse: le revenue del club crescono yoy del 1,8% e si stabilizzano a 52 milioni di sterline (60 in euro al cambio attuale); il risultato finale del club ante-imposte chiude in pareggio (+500mila sterline), ma è sensibile l’aumento rispetto alla scorsa stagione quando il club dovette registrare una perdita di poco inferiore ai 4 milioni di sterline. Da contraltare all’aumento del fatturato c’è la crescita dei costi operativi schizzati del 7,3% a 57 milioni di sterline (66 in euro). Lo comunica il club in una nota.

Nella stagione appena archiviata, il Celtic ricorda di aver conquistato il quinto titolo nazionale consecutivo e sottolinea l’importanza di aver partecipato all’Europa League e aver disputato sei partite al Park. Tra gli eventi rilevanti dell’anno, oltre all’ingaggio di Brendant Rodgers, c’è la sottoscrizione del nuovo contratto di sponsorizzazione con con Dafabet e Magners.

Sul risultato finanziario della società incidono le cessioni dell’estate 2015 quando da Glasgow partirono calciatori in cambio di 12,6 milioni di sterline, quasi il doppio rispetto a quanto incassato l’anno precedente (6,8mln).

Tra le cessioni che più risorse hanno portato nelle casse c’è quella del difensore Virgil van Dijk al Southampton, ma l’obiettivo primario del club resta la qualificazione alla fase finale della Champions League, come spiega l’ad del club Peter Lawwell. La società opera in uno dei (pochi) mercati europei dove i ricavi dalla cessione dei diritti televisivi domestici sono diminuiti e partecipare al torneo per club più importante al mondo garantisce incassi extra e “rinforza il prestigio e la fama della squadra nel mondo”.

Quest’anno il Celtic si è qualificato alla fase finale dei gironi di Champions, ma il rischio è che con la riforma che partirà nel 2018-2019 la squadra possa essere condannata ad una Europa League perenne. Anche per questo l’attuale allenatore dei Cattolici di Glasgow si è apertamente dichiarato contrario alla riforma della Champions League, perché è ciò che garantisce entrate sicure.

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