A Manchester si sta consumando da anni ormai una guerra fredda a colpi di fischi e sanzioni tra i tifosi del Manchester City e l’UEFA.

Il pubblico ad ogni gara casalinga accoglie l’inno della Champions league con una bordata di fischi e “booh” volta ad esprimere il proprio disappunto per la condotta della federazione europea nei confronti del loro club.

Le motivazioni sono molteplici e l’impressione è che, nonostante l’appello di Guardiola, che al termine della partita contro il Borussia Moenchengladbach ha invitato tutti a lasciare il passato alle spalle, le manifestazioni anti-Uefa all’Etihad continueranno.

La prima occasione risale al febbraio 2012, quando i tifosi del Porto riservarono numerosi cori e ululati razzisti all’indirizzo di Mario Balotelli. La squadra portoghese (che venne eliminata nel doppio confronto di Europa League dal Manchester City) non venne sanzionata.

La seconda ragione è legata all’introduzione del Fair Play Finanziario, che dalle parti di Manchester collegano alla rivalità con lo United. Emergenti contro vecchia elite, dicono i tifosi Cityzens che raffigurano in Michel Platini e Alex Ferguson il potere costituito. Il tutto è culminato nella multa da 50 milioni di euro inflitta al City in seguito ai ripetuti passivi di bilancio accumulati nei primi anni della gestione riconducibile allo sceicco Mansour.

Il terzo motivo, in realtà evento scatenante della protesta anti Uefa, è invece legato all’estromissione dei tifosi del City dalla partita CSKA – City. Il match si giocò a porte chiuse ma molti tifosi del Cska entrarono lo stesso nello stadio mentre a quelli del City, che avevano viaggiato fino a Mosca, venne negato anche il rimborso del biglietto.

Recentemente, poi, i rumors sui nuovi criteri per la compilazione dei ranking UEFA in futuro, con l’introduzione di premi “storici” per i vincitori delle passate Champions League hanno sollevato una ulteriore protesta.

Anche in questo caso decisiva sarebbe la notizia (non ancora ufficiale ma accreditata da molte fonti internazionali) secondo cui il Manchester United secondo questi criteri sopravanzerebbe il City nel ranking, proprio grazie ai cosiddetti meriti storici. Il tutto – dicono i tifosi Cityzens – nonostante la mancata qualificazione alla Champions League negli ultimi due anni su tre.