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Gonzalo Higuain e Dani Alves (Insidefoto.com)

Juventus in Borsa – Che cosa c’è dietro i forti guadagni del titolo Juventus a Piazza Affari negli ultimi due mesi e mezzo? Dai minimi fatti segnare lo scorso 15 giugno (0,245 euro) le azioni del club presieduto da Andrea Agnelli hanno infatti messo a segno un rialzo vicino al 27% sfondando la soglia di 0,30 euro per azione (target price indicato dagli analisti di Banca Imi nel loro ultimo report).

Nei giorni scorsi un attento lettore di Calcio e Finanza ci ha fatto notare come tra luglio ed agosto alcuni grandi fondi di investimento internazionali come BlackRock e Vanguard hanno acquistato circa 12 milioni di azioni della Juventus portando le rispettive partecipazioni a ridosso dell’1% (quota che non deve essere comunicata ufficialmente alla Consob).

Tuttavia, secondo le rilevazioni del Financial Times, dietro all’azionista di controllo Exor (la holding della famiglia Elkann-Agnelli prossima a trasferire la propria sede in Olanda) e al fondo Lindesll Train, che lo scorso 4 luglio ha ufficializzato il superamento della soglia del 10% nel capitale della Juve, figurano attualmente proprio i fondi di Vanguard e di BlackRock. I primi sono arrivati a detenere lo 0,77% in data 31 luglio, mentre i secondi al 4 agosto hanno portato la partecipazione complessiva allo 0,7%.

Gli investitori istituzionali nel capitale della Juventus
Gli investitori istituzionali nel capitale della Juventus

Se l’attivismo degli investitori istituzionali che hanno operato in acquisto in modo importante sul titolo Juventus spiega non solo l’impennata dei corsi di borsa ma anche il boom dei volumi negoziati negli ultimi due mesi (ben oltre la media di questa prima parte del 2016), meno chiaro è però il razionale alla base di questi investimenti.

Juventus in Borsa, l'andamento del titolo da inizio anno
Juventus in Borsa, l’andamento del titolo da inizio anno

Sul mercato circolano diverse interpretazioni, che non si escludono a vicenda.

Da un punto di vista fondamentale il club si avvia a chiudere il suo secondo bilancio consecutivo in utile (seppur risicato) e il calciomercato estivo 2016/17 è terminato con un impatto economico estremamente positivo per i conti dell’esercizio in corso (si veda l’analisi di Calcio e Finanza).

Non solo, la nuova formula della Champions League (che in questi anni è stata la vera cornucopia per il club di Andrea Agnelli), che entrerà in vigore dalla stagione 2018/2019, metterà al sicuro i conti della Juventus anche in caso di annata sbagliata. Difficile infatti immaginare una Juve fuori dalle prime quattro in Serie A e dunque non qualificata in Champions.

Juventus in Borsa, volumi contrattati negli ultimi 8 mesi
Juventus in Borsa, volumi contrattati negli ultimi 8 mesi

Ma non è tutto. A dare sostegno all’appeal speculativo sul titolo bianconero potrebbe essere anche l’attesa per la sentenza del Tar del Lazio che a giorni dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta di risarcimento danni da 440 milioni nei confronti della Figc per la mancata revoca dello scudetto 2005/06 all’Inter.

C’è infine una motivazione di carattere strategico legata alla riorganizzazione del gruppo Exor. La holding, cui oltre alla Juventus fanno capo anche FCA, CNH, Ferrari, l’Economist, PartnerRe e una quota del gruppo che nascerà dalla fusione tra La Stampa e i giornali del gruppo Espresso, ha deciso di spostare la propria sede in Olanda dove non pagherà plusvalenze per vendita di asset e ha modificato lo statuto per il quale si assegnano diritti di voto per anzianità di possesso azioni.

Ciò significa che tra 10 anni la famiglia Elkann-Agnelli che al momento detiene il 51% di Exor, potrà nominare la maggioranza del cda di Exor anche avendo solo il 5% delle azioni.

Prima di allora, però, avrebbe senso per la famiglia (riunita nella cassaforte Giovanni Agnelli & C.) monetizzare al meglio alcune delle partecipazioni in portafoglio. Cedere asset di Exor in questa fase per la famiglia significherebbe incamerare più dividendi da parte della holding rispetto a quando potrebbe avere una quota più piccola, seppur di controllo.

Per questo motivo nel caso in cui Exor valutasse l’ipotesi di vendere ad un partner strategico una quota della Juventus pur rimanendo l’azionista di riferimento del club i prossimi mesi potrebbero essere la finestra temporale migliore.

Con le operazioni di cessione di Inter (già conclusa) e Milan (in attesa del closing) che hanno fatto benchmark sul mercato, una quota della Juventus potrebbe essere ceduta ad un prezzo anche superiore alle attuali quotazioni di borsa. Quest’ultima, al momento, seppur suggestiva, resta una mera ipotesi di scuola.

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