20 giocatori più pagati al mondo 2017
Real Madrid Champions League 2016 (Insidefoto)

Come cambia la nuova Champions League: “è un’evoluzione, non una rivoluzione”, assicura la UEFA. Eppure qualcosa di importante cambia. Nella nuova Champions restano i due percorsi di qualificazione – campioni e piazzate – e dal 2018 al 2021 anche la vincente dell’Europa League potrà accedere automaticamente ai gironi, adesso va ai playoff. Come annunciato in mattinata, le prime quattro squadre delle prime quattro leghe nazionali – Premier League, Liga, Bundesliga e Serie A – andranno direttamente alla fase a gironi: saranno 16 su 32. Come ci si qualificherà per le altre nazioni lo si saprà a fine anno, intanto è stato fissato il numero massimo per nazioni: 5 club, ovvero al massimo le quattro delle top-leghe più l’eventuale vincente dell’Europa League dell’anno precedente.

Come cambia il sistema di coefficienti per i club?

Nel nuovo sistema per calcolare i coefficienti dei club le società saranno giudicate per i loro risultati e sarà soppressa la quota della federazione di appartenenza. Concorreranno al risultato complessivo anche i risultati storici dei club, assegnati punti per i precedenti titoli europei con un sistema ponderato per la UEFA Champions League e la UEFA Europa League. La UEFA ha spiegato che il nuovo coefficiente permetterà più equilibrio, proprio grazie alla valutazione dei meriti storici: “Il torneo – spiega – ha una ricca storia e ora questa è correttamente riconosciuta”. Secondo l’autogoverno del calcio, il successo sportivo e il merito sono entrambi valori “debitamente riconosciuti nel nuovo sistema dei coefficienti”.

Contributi finanziari per le società qualificate in Champions League

Aumenteranno in modo significativo le revenue riservate ai club e alle leghe per entrambi i tornei organizzati dalla UEFA. Il nuovo sistema di distribuzione finanziaria si basa su quattro pilastri: quota di partenza, risultati nella competizione, coefficienti per singoli club e market pool. Secondo la UEFA questo sistema permetterà di premiare “maggiormente le prestazioni sportive, mentre diminuirà la quota relativa al market pool”.

Chi è stato coinvolto nella decisione di fare questi cambiamenti?

I cambiamenti sono il risultato di una lunga mediazione che ha coinvolto tutti gli attori del calcio europeo: la UEFA, che organizza il torneo, e i club, che giocano le partite. L’autogoverno del calcio europeo ha spiegato che si è tenuto “conto di una vasta gamma di competenze e prospettive”.

Quali paesi potranno partecipare alla Champions League?

Tutti, non sono cambiati i diritti di tutte le associazioni affiliate alla UEFA a partecipare alla Champions League. Certo, le quattro nazioni al top occuperanno il 50% dei posti ai gironi e questo di fatto limiterà l’accesso alla fase finale della nazioni più piccole. La UEFA dal canto suo ha spiegato che grazie ai playoff ogni paese “può ancora aspirare a partecipare alla fase a gironi della competizione”.

I più ricchi sempre più ricchi? 

La UEFA nega: il nuovo modello di distribuzione delle entrate, spiega, garantisce un aumento nei pagamenti ai campionati e ai club che vengono eliminati nelle fasi di qualificazioni. Inoltre, la riduzione del contributo in base al market pool permetterà a tutti i club di ricevere più soldi per i risultati sportivi e meno per il sol fatto di far parte di un grande mercato televisivo.

Come si qualificheranno le squadre delle federazioni che non sono ai primi quattro posti?

La UEFA spiega che nulla è cambiato per la stragrande maggioranza delle altre leghe: tutti hanno ancora la possibilità di avere i loro club alla fase a gironi. Il sistema di qualificazioni permetterà ai club, “non importa quanto grande o piccolo”, di arrivare alla fase a gironi: “Non abbiamo cambiato questo. Si tratta di un torneo aperto, inclusivo, e per tutti”, promette la UEFA.

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