Per determinare il futuro e la gestione delle competizioni per club, nascerà una società controllata che avrà un ruolo strategico: UEFA Club Competitions SA, in cui metà dei direttori amministrativi verranno designati dalla UEFA e l’altra metà dalla ECA.

Sta in queste quattro righe poste in fondo al comunicato ufficiale dell’UEFA la grande notiza della giornata sul futuro del calcio europeo.

Perchè se è vero che i tifosi già si confrontano sul futuro della Champions che riporterà 4 squadre italiane nei gironi a partire dal 2018, è d’altro canto evidente che il calcio europeo sta compiendo un passaggio epocale.

La nascita di una società vera e propria, partecipata al 50% da UEFA e ECA, non può non lasciare indifferenti. E’ un passo decisivo verso il calcio del futuro.

L’ECA come organizzazione lobbistica dei grandi club farà valere pesantemente la volontà delle società affiliate. Ma soprattutto: per la prima volta l’organizzazione dei club sarà direttamente coinvolta anche sul piano formale nell’organizzazione delle coppe europee.

D’altra parte l’UEFA ottiene un duplice obiettivo:

– il primo è quello di scongiurare il declassamento del proprio ruolo: l’Eca avrebbe potuto costituire un suo organismo (il basket è arrivato a questa rottura, ad esempio) mettendo in un angolo la federazione europea

– il secondo è quello di poter ancora ergersi a rappresentante di tutto il calcio europeo, anche di quei Paesi/mercati meno potenti economicamente ma a pieno titolo parte della ricca storia sportiva del continente

Non a caso nei primi comunicati l’Uefa enfatizza il fatto che tutte le nazioni avranno comunque la possibilità di entrare in Champions e che nei playoff è stata confermata la distinzione tra piazzate e Campioni, strizzando così l’occhio alle federazioni minori dopo aver aperto all’allargamento sulle 4 federazioni maggiori.

Cosa succederà in futuro è impossibile da dire, oggi. Ma i temi che Uefa Club Competitions Sa dovrà affrontare sono già abbastanza chiari.

Il primo passaggio decisivo sarà già nella primavera dell’anno prossimo con l’assegnazione dei diritti tv per il prossimo triennio.

Dai risultati di questo snodo fondamentale si potranno capire quelli successivi come l’internazionalizzazione del prodotto che porta in sè un altro tema chiave come la necessità di giocare nel week end e arrivare in orari che permettano di conquistare nuovi mercati extraeuropei a partire da quello asiatico.