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(Insidefoto.com)

I cambiamenti che UEFA e ECA stanno apportando alla Champions League a partire dal 2018-2019 (quando torneranno a partecipare ai gironi 4 squadre italiane) stanno lentamente emergendo.

L’ultima novità riguarda gli orari di trasmissione delle partite. Dal 2018-2019 infatti saranno due le fasce orarie: si giocherà infatti alle 19 e alle 21 (come già accade il giovedì per l’Europa League).

Ad oggi tutte le partite si giocano alle 20.45 (orario di riferimento è quello dell’Europa continentale, che corrisponde ad esempio alle 19.45 in Inghilterra e Portogallo). Dal 2018, invece, in ciascun turno si disputeranno due partite alle 19 e le altre sei alle 21.

Una novità che evidentemente va incontro alla necessità di valorizzare i pacchetti televisivi, evidenziata nei giorni scorsi anche da una analisi di CF – calcioefinanza.it.

L’obiettivo evidentemente è quello di massimizzare gli introiti, e ragionare su due fasce orarie diverse permette di “spalmare” le partite, soprattutto quelle dei gironi.

Non è detto, peraltro, che questo tipo di riforma finisca per influenzare anche la formazione dei gironi.

La presenza di quattro squadre per i primi 4 campionati europei (Spagna, Germania, Inghilterra, Italia) da distribuire su due giorni e due fasce orarie diverse potrebbe anche portare ad una ulteriore rigidità, ovvero quella di avere le 4 squadre dei Paesi distribuite sui 4 orari diversi.

Dal punto di vista del tifoso questo significa poter vedere tutte le partite delle squadre del proprio Paese. Da quello televisivo significa valorizzare al massimo il prodotto in un determinato mercato.

Questo passaggio sarebbe fondamentale soprattutto per i gironi, dove la congestione di eventi è più alta e dove il livello medio delle partite alternative è più basso.