Ferrari semestrale 2016
(Insidefoto.com)

Ferrari ha chiuso il secondo trimestre del 2016 con un utile netto di 97 milioni di euro, un incremento di 21 milioni (o del 29%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il gruppo di Maranello spiega che il dato «è dovuto all’effetto congiunto di un forte Ebit e di un’aliquota fiscale inferiore rispetto all’anno precedente, parzialmente compensato dagli oneri per richiami relativi ai dispositivi di gonfiaggio degli airbag forniti» dalla giapponese Takata. Nel primo semestre dell’anno profitti hanno raggiunto i 175 milioni di euro, un incremento del 24% sui 141 milioni dei primi sei mesi del 2015.

Per quanto riguarda i ricavi, per il secondo trimestre del 2016 si sono assestati a quota 811 milioni di euro, in rialzo di 45 milioni o del 5,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel semestre il risultato è stato di 1,486 miliardi di euro, in aumento di 99 milioni o del 7% sui primi sei mesi del 2015.

L’adjusted Ebit si è attestato a 156 milioni di euro, un incremento di 32 milioni o del 26% rispetto al secondo trimestre del 2015. Il dato è stato sostenuto dalla crescita dei volumi conseguente al lancio dei modelli 488 GTB, 488 Spider, F12tdf e al contributo positivo al margine generato dai programmi di personalizzazione. Il mix ha subito l’effetto negativo (25 milioni di euro) dei maggiori volumi dei modelli della gamma V8 rispetto ai V12, con l’esaurimento del lotto della serie speciale limitata LaFerrari, in parte compensato dalle vendite della FXX K, vettura non omologata, e dalle ultime consegne della F60 America, modello prodotto esclusivamente in edizione limitata (solo 10 unità) per celebrare il 60esimo anniversario dell’arrivo di Ferrari in Nord America.

Nel secondo trimestre le vetture consegnate alla rete hanno raggiunto le 2.114 unità, un aumento dell’8% rispetto all’esercizio precedente. Ferrari spiega che la performance «è stata trainata da una crescita del 16% delle vendite dei modelli a 8 cilindri (V8), guidata dal successo dei due modelli recentemente lanciati: la 488 GTB e la 488 Spider». Le consegne dei modelli a 12 cilindri (V12) sono diminuite del 22% «a causa della fine produzione della FF nonchè del fatto che la F12berlinetta sia giunta al suo quinto anno di commercializzazione, e in seguito all’esaurimento del lotto del modello LaFerrari, una serie speciale limitata. Questo calo è stato in parte compensato dall’introduzione della nuova F12tdf», recita il documento.

A livello geografico, le regioni Emea e Greater China hanno registrato una crescita su base annua definita “solida” da Ferrari, con un incremento nell’ordine del 14% e del 26%; le Americhe hanno messo a segno un lieve miglioramento mentre il Resto dell’Asia Pacifico è rimasto in linea con l’anno precedente complice il recente avvio della commercializzazione sul mercato locale dei modelli 488 Spider e F12tdf.

Per quanto riguarda i prossimi mesi, Ferrari ha confermato le prospettive per il 2016. Così come emerge dal comunicato relativo ai risultati preliminari consolidati del secondo trimestre e del semestre chiusi il 30 giugno scorso, il gruppo di Maranello si aspetta consegne per circa 8.000 unità, incluse le supercar. I ricavi netti sono attesi sopra i 3 miliardi di euro; l’Ebitda adjusted dovrebbe essere pari o superiore agli 800 milioni di euro e l’indebitamento industriale netto a o sotto quota 730 milioni (inclusa una distribuzione ai possessori di azioni ordinarie). Le prospettive sono calcolate, precisa il comunicato, ipotizzando cambi in linea con le attuali condizioni di mercato.