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Andrea Agnelli e John Elkann (insidefoto.com)

Dividendi Exor – Exor, la holding presieduta da John Elkann, cui fanno capo, tra gli altri, il controllo di Fca, Ferrari e Juventus, nella primavera del 2017 potrebbe incassare dalle sue partecipate dividendi per 517,8 milioni di euro, contro i 93,6 milioni incassati nel 2015 e i 330,9 milioni che dovrebbero essere incassati nell’esercizio in corso.

Se questa previsione, formulata dagli analisti di Mediobanca Securities dovesse concretizzarsi, Exor avrebbe le risorse per ridurre in modo consistente il debito (4,2 miliardi di euro al 31 marzo 2016), cresciuto nell’ultimo anno a seguito dell’acquisizione del colosso Usa della riassicurazione Partner Re, recuperando così un rating investment grade, che è una delle condizioni fondamentali per poter tornare a investire.

L’obiettivo, si legge in una lunga analisi sui conti della holding pubblicata da Affari & Finanza, è quello di raggiungere un loan to value (il rapporto tra i debiti e gli asset) pari allo 0,20 che è il livello che Standard & Poor’s richiede per dare alle emissioni societarie la pagella.

Dividendi Exor, le stime di Mediobanca Securities
Dividendi Exor, le stime di Mediobanca Securities

Morale, già dal 2017 quando i debiti saranno ridotti, Exor potrà finanziarsi a tassi convenienti, e così facendo potrà anche tornare a ruotare il portafoglio, sapendo che nella primavera 2018 – stando ai calcoli degli analisti – potrebbe incassare altri 600 milioni di cedole.

Dividendi Exor, le stime di Mediobanca Securities
Dividendi Exor, le stime di Mediobanca Securities

Diviendi Exor, il contributo delle partecipate

Da dove arrivano le risorse che vanno ad alimentare le casse di Exor? Secondo le stime di Mediobanca Securities a dare il contributo maggiore in termini di dividendi al bilancio di Exor nel 2016 sarà proprio Partner Re. Nel 2016 il colosso della riassicurazione Usa dovrebbe girare alla holding cedole per 153 milioni di euro, in forte crescita rispetto ai 7,7 milioni pagati quest’anno.

Altri 47 milioni arriveranno dall’Economist, di cui Exor detiene il 43,4% del capitale (il 20% dei diritti di voto). Dovrebbe invece ridursi il contributo di CNH, la società che produce camion (Iveco) e veicoli industriali, che secondo le stime di Mediobanca girerà ad Exor 47,7 milioni rispetto ai 73,4 milioni dell’esercizio in corso.

La Ferrari, quotata a New York dalla scorso ottobre (e a Piazza Affari da inizio 2016), dovrebbe contribuire ai dividendi di Exor per altri 20 milioni. Mentre dalle altre partecipazioni, esclusa FCA (che non dovrebbe offrire contributi in questo senso), dovrebbero arrivare altri 20 milioni.

2 COMMENTI

    • In effetti l’articolo di Affari & Finanza ci aveva tratto in inganno. Nel post trovi ora l’estratto del report di Mediobanca originale in cui viene indicato come i 517 milioni siano relativi al 2017, mentre il calcolo che fai tu si riferisce al 2016 (nel 2016 ci sono anche circa 60 milioni di interessi sul prestito “mandate convertible” emesso da FCA). Grazie per avercelo fatto notare.

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