Il calcio argentino sta affrontando un momento di incredibile caos, con la crisi al vertice dell’AFA, la federcalcio del Paese, e le difficoltà della nazionale a poter presentare una squadra per le Olimpiadi di Rio del Janeiro che hanno portato alle dimissioni del Tata Martino.

Il CT – sconfitto dal Cile nella finale di Copa America negli USA – ha lasciato in quanto impossibilitato a fare una squadra. Secondo le norme FIFA i club non sono obbligati a concedere i loro giocatori per le Olimpiadi e alcuni convocati come Mauro Icardi (Inter) e Paulo Dybala (Juve) non hanno ottenuto l’ok.

Ma ora gli eventi toccano la Lazio. La stagione della Lazio e’ ormai iniziata, tra il primo allenamento della squadra a Formello e la presentazione delle maglie per la stagione 2016/17, ma il nuovo tecnico Marcelo Bielsa ancora non si e’ visto.

Oltre al nome di Bielsa – che in Italia sarebbe il quarto allenatore più pagato di serie A – si fanno quelli di Pochettino, Gallardo, Sampaoli e addirittura del Cholo Simeone, che nel proprio contratto avrebbe una clausola di rescissione proprio in caso di chiamata dell’Argentina.

Intanto la societa’ biancoceleste ha pubblicato un comunicato ufficiale attraverso il suo sito. in cui “La Lazio comunica di aver gia’ depositato il contratto del Sig. Marcelo Bielsa e dei suoi collaboratori. La societa’ comunica altresi’ che, come da comunicazione ricevuta, il mister ed il suo staff saranno a Roma nella giornata di sabato 9 luglio”. Il presidente Claudio Lotito ha aggiunto: “C’e’ un comunicato in cui si dice che il suo contratto e’ stato depositato, vediamo poi cosa succedera’”.

Nel caso in cui Bielsa non si presentasse a Roma neanche sabato, allora la societa’ capitolina valuterebbe l’ipotesi di agire anche per vie legali.

Nel frattempo, come detto, in Argentina è caos. Diego Maradona – offertosi come vice di Olarticoechea, tecnico della nazionale femminile chiamato in extremis per le prossime Olimpiadi – è uscito, furioso, da un incontro con l’emissario della Fifa, lo svizzero Primo Corvaro, che ha accusato di aver chiuso l’incontro in modo improvviso ed ha criticato di non voler fare “tabula rasa” nella Federcalcio argentina (AFA), dopo la gestione di 35 anni di Julio Grondona come presidente, morto nel 2014.

 

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