Soci del Bari ai ferri corti. Quarantotto ore per chiudere gli accordi in Malesia e tenersi stretto il Bari. Gianluca Paparesta è a Kuala Lumpur, dove ha incontrato Mister Noordin. L’obiettivo è chiudere pla partita per l’ingresso in società del malese, che potrebbe non solo onorare la caparra ma completare l’operazione con qualche giorno d’anticipo. A scriverlo è oggi La Repubblica Bari.
Ma visto quello che accade da alcune settimane, il condizionale è quantomai d’obbligo, anche se persone vicine al presidente del Bari ritengono che i giochi siano fatti e che Paparesta non abbia subito più di tanto il pressing di Cosmo Giancaspro.

Al socio minoritario, che martedì scorso aveva diffuso una nota al vetriolo contro Paparesta invitandolo a una ricapitalizzazione entro i tempi stabiliti dal Codice civile, hanno risposto il componente del consiglio di amministrazione Antonio De Feo e il collegio sindacale.
«Non condividiamo il contenuto del comunicato stampa apparso sugli organi di informazione», è la loro premessa. «Non c’è fondatezza giuridica in quanto sostiene. Il comportamento del cda e del collegio sindacale, nonché del socio di maggioranza, è sempre stato improntato al più rigido e trasparente rispetto delle norme societarie», si legge ancora.

«Il Bari adotterà tutte le decisioni opportune nel rispetto dei termini di legge, al fine di salvaguardare il patrimonio della società, l’integrità dei valori sportivi (a cui si è sempre uniformata), nonché gli interessi dei creditori sociali». L’ultimo riferimento è all’assemblea societaria invocata da Giancaspro entro il 18 maggio per la ricapitalizzazione, a copertura dei debiti superiore di 2,6 milioni di euro rispetto al capitale sociale.
«Nel contempo si informa che, contrariamente a quanto riportato nel comunicato, l’assemblea straordinaria è stata regolarmente convocata a margine dell’assemblea degli azionisti alla presenza di tutti i componenti del consiglio, compreso il socio minoritario», l’ultima stoccata.

La differenza sta nel giorno di convocazione, con Giancaspro che non transige rispetto al 18 maggio. Anche a costo di portare i libri in tribunale. L’imprenditore molfettese non ha alcuna intenzione di fare il classico passo indietro. Nella sua nota ha anche precisato di esser pronto a ricapitalizzare. Un passaggio che lo renderebbe sempre più protagonista all’interna della società biancorossa, dove attualmente è in quota con il 5 per cento.

Ma va ricordato che Giancaspro ha anche anticipato 3milioni di euro e la sua intenzione sarebbe quella di trasformare quella somma in azioni.
Il Bari nel bilancio dell’anno che va dal 31 luglio 2014 al 30 giugno 2015 ha i conti in rosso per 1,4 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti 3,2 milioni di euro nel semestre tra il 1 luglio 2015 al 31 dicembre 2015, per un totale di 4,6 milioni di euro che è superiore all’attuale capitale sociale di 2 milioni di euro. Di conseguenza sarà necessario versare nella casse della società circa 2,6 milioni di euro. Se Paparesta non riuscisse nella sua missione mordi e fuggi, per il Bari potrebbero aprirsi scenari inattesi.

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