Il piano dei cinesi per il Milan – La trattativa in esclusiva tra la Fininvest della famiglia Berlusconi e il consorzio di investitori cinesi, che intende acquistare il controllo del Milan è ufficialmente partita. Il via libera da parte del cda della holding ha acceso le speranze della cordata rappresentata dall’advisor Sal Galatioto di arrivare in tempi stretti a un accordo vincolante. Anche se l’ultima parola spetterà al presidente Silvio Berlusconi.

In una nota diramata nella serata di ieri Galatioto Sports Partners (GSP) si è detta «lieta di annunciare che il nostro gruppo di investitori ha firmato un accordo esclusivo con Fininvest per procedere nel negoziato riguardante l’Ac Milan. Questo è un importante passo in avanti verso il completamento dell’accordo e noi siamo fiduciosi che lavorando insieme a Fininvest saremo in grado di completare la compravendita in maniera rapida».

Il piano dei cinesi per il Milan - Sal Galatiolo è il loro advisor
Il piano dei cinesi per il Milan – Sal Galatioto è il loro advisor

I compratori valutano il 100% del club circa 700-750 milioni (inclusi i 180 milioni di debiti finanziari), in linea dunque con la valutazione data da Fininvest nel bilancio 2014 (425 milioni al netto dei debiti). L’obiettivo è quello di rilevare subito il 70% del capitale per poi salire al 100% in 2 anni. Il loro progetto di sviluppo prevede anche la costruzione di uno stadio di proprietà (eventualità che rilancerebbe i piani di Erick Thohir di fare di San Siro la casa nerazzurra), e in prospettiva la quotazione in borsa del club.

Il piano dei cinesi per il Milan - La volontà di Berlusconi sarà decisiva
Il piano dei cinesi per il Milan – La volontà di Berlusconi sarà decisiva

Il patto firmato ieri prevede fino a metà giugno reciproci approfondimenti. A fine mese è poi prevista una scadenza intermedia entro la quale le due parti si scambieranno reciproche informazioni. Tra queste probabilmente ci saranno anche maggiori dettagli sulla reale composizione della cordata cinese rappresentata da Galatioto.

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Il piano dei cinesi per il Milan – Jack Ma investirebbe a titolo personale

Ma non si può certo dire che gli interlocutori non si siano noti a Fininvest. I contatti iniziali risalgono a oltre un anno e mezzo fa e li ha alimentati il miliardario Jack Ma, re dell’e-commerce. Quest’ultimo non investirebbe direttamente attraverso il suo Alibaba Group, ma con il fondo immobiliare Evergrande, di cui è azionista di minoranza, e attraverso il proprio family-office (la società che gestisce il suo patrimonio personale).

Il piano dei cinesi per il Milan, la governance

In caso l’acquisto del 70% del Milan vada a buon fine, i nuovi azionisti avrebbero intenzione di nominare un amministratore delegato unico. Silvio Berlusconi resterebbe come presidente onorario mentre la figlia Barbara potrebbe lasciare gli incarichi operativi rimanendo però in consiglio di amministrazione. Dell’ad alla parte sportiva Adriano Galliani, da trent’anni al vertice, si sa per ora che gestirà il mercato in questo mese, concordandone se necessario le mosse con i cinesi.

Dividendo Barbara Berlusconi: 5 milioni da Holding Italiana Quattordicesima
Il piano dei cinesi per il Milan – Barbara Berlusconi potrebbe rimanere in cda

In base all’accordo sottoscritto ieri Galliani non dovrà più rendere conto solo alla proprietà, ma dovrà relazionarsi anche con i rappresentanti del versante cinese. In questi casi la prassi vuole che le parti si consultino per le operazioni che possono mutare il quadro finanziario della società. In linea di massima il Milan informerà gli aspiranti soci per tutti i movimenti superiori ai 5 milioni di euro: sia in entrata che in uscita.

Il piano dei cinesi per il Milan, il mercato

Le urgenze riguardano l’allenatore per la prossima stagione e il sogno Ibrahimovic, che senza nuove risorse economiche sconfina nell’utopia.

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Mino Raiola e Zlatan Ibrahimovic

Negli ultimi giorni lo svedese ha dato ulteriore peso alle aperture del suo agente Mino Raiola, mettendo in evidenza quanto si senta ancora legato alla società di via Aldo Rossi.

Ma in questa vicenda i sentimenti contano in parte, mentre ha un peso decisivo l’aspetto economico. È vero che il suo manager in una recente intervista ha ammesso che Ibra sarebbe pronto a ridursi l’ingaggio pur di tornare milanista, ma sino a un certo punto.

Il suo attuale stipendio in Francia supera abbondantemente i 12 milioni netti a stagione e nella trattativa con il presidente del PSG, Nasser Al-Khelaifi, si sta ragionando su un target quasi doppio. Inoltre non mancano le opzioni in Premier League, anch’esse attraenti dal punto di vista finanziario oltre che tecnico.

Tuttavia il mercato di gennaio ha detto che le lusinghe più interessanti gli sono arrivate proprio dalla ricchissima è sconfinata Cina.

Nulla di più facile che il dialogo entri nel vivo proprio in queste settimane. Finite le vacanze a Miami, Mino Raiola è pronto ad entrare in azione sui più svariati fronti. Con il Milan deve anche mettere in chiaro il destino di Mario Balotelli, il cui prestito scade il 30 giugno. Il club si dimostrerà interessato a ritesserarlo alle stesse condizioni dal Liverpool? La questione è aperta. Così come è aperta la possibilità di un prestito di Kovacic dal Real Madrid, visti i buoni rapporti con Florentino Perez.

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