Mediaset Premium Vivendi – L’accordo tra Vivendi e Mediaset per dare vita a un polo paneuropeo della tv a pagamento è ormai pressoché raggiunto. E dopo le prime indiscrezioni dei giorni scorsi, che davano imminente solo un’alleanza sulla produzione e distribuzione dei contenuti, l’operazione sembra invece configurarsi come uno scambio azionario tra il colosso dei media presieduto da Vincent Bolloré e il gruppo televisivo controllato dalla famiglia Berlusconi, con un riassetto societario che porterà a uno scambio di quote e coinvolgerà direttamente anche la pay tv Mediaset Premium

Negli ultimi giorni sono stati limati i dettagli, i valori finali dei conferimenti, gli ultimi accordi sulla governance, ma per il resto Vivendi e Mediaset sono pronte a scambiarsi il 3,5% del capitale, attingendo al portafoglio di azioni proprie che sia il gruppo francese che quello italiano hanno rastrellato nell’ultimo anno.

E poi, dato che Vivendi in borsa vale quasi sei volte Mediaset, per pareggiare i conti il gruppo presieduto da Fedele Confalonieri conferirà a Vivendi le attività di Mediaset Premium. Ai prezzi di borsa di ieri il 3,5% di Vivendi valeva circa 870 milioni contro i 150 milioni di Mediaset. Le attività Premium invece due anni fa vennero valutate da Telefonica 900 milioni debiti compresi, ma ora che il gruppo ha raggiunto 2 milioni di abbonati e si è garantito i diritti della Champions League. Il prezzo, dunque, dovrà essere aggiornato al rialzo, mentre Telefonica potrebbe uscire.

I legali dei due gruppi hanno passato il week end a lavorare sui contratti e sulla governance, con l’idea di finalizzare l’accordo entro metà settimana. E ora che Mediaset e Vivendi si apprestano a diventare socie, pure per Telecom halia potrebbero esserci importanti ricadute tra cui, in primis, quella sulle torri di Inwit per cui è in corso un processo di valorizzazione.

La controllata di Mediaset, Ei Towers, ha presentato un’offerta alternativa e rivale al tandem italo-spagnolo di Cellnex-F2i. Secondo lo statuto di Telecom, pare che Mediaset, pur entrando nell’azionariato di Vivendi (che è il primo azionista di Telecom) non potrà comunque essere considerata una parte correlata del gruppo guidato da Flavio Cattaneo, anche se gli esperti di governance rilevano che la questione non è scontata e potrebbe essere facilmente contestata per vie legali.

Ad ogni modo, una volta firmati gli accordi Vivendi-Mediaset, ogni volta che in Telecom si studierà un accordo con il gruppo di Cologno, o una sua controllata come Ei Towers, gli esponenti di Vivendi nel cda Telecom saranno in una posizione di conflitto di interesse, e pertanto dovrebbero astenersi dal voto.

Mentre la trattativa tra Vivendi e Mediaset entra nelle fasi finali, venerdì si é interrotta quella tra Orange e Bouygues Telecom. L’ex monopolista delle tic d’Oltralpe ha precisato in una nota che dopo discussioni approfondite il consiglio di amministrazione ha constatato che un accordo in vista di una aggregazione con Bouyguos Telecom non è stato trovato e si è deciso di mettere un termine alle trattative.

Pare che uno dei fattori che ha frenato l’operazione sia l’eccessiva diluizione dello Stato francese, che è ancora padrone direttamente e indirettamente del 23% di Orange.