Bilancio Nike. La multinazionale di abbigliamento sportivo Nike ha reso pubblici i risultati di vendita dei primi nove mesi del nuovo anno fiscale, avviato a giugno 2015 e conclusosi a febbraio del 2016. i riscontri sono certamente più che positivi: il brand, infatti, conferma le previsioni fatte a livello interno e registra un incremento certamente importante.

La società statunitense, infatti, ha riportato un utile fino a 2.914 milioni di dollari. L’incremento è pari al 21% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’azienda con sede a Oregon ha comunque precisato che in quell’intervallo di tempo ha registrato un utile netto per azione di 1,67 dollari rispetto a 1,36 dollari che ha ottenuto il titolo nei primi nove mesi dell’anno fiscale 2015, quando ha ottenuto un profitto di 2.408 milioni di euro.

Il fatturato si è discostato di 24.132 milioni di dollari nei primi tre trimestri del fiscale 2016. Questo viene a generare un aumento del 6% nel periodo analizzato rispetto all”anno fiscale 2015, quando il fatturato era di 22,822 milioni di dollari .

La Cina registra invece un incremento del 25% ed è l’area in cui le vendite sono più importanti. Segue il Giappone con il 12% e gli Stati Uniti con il 10%. Risultati inferiori invece si osservano nell’Europa orientale dove le vendite hanno incontrato un aumento “solo” del 2%. Particolare attenzione merita questa situazione per quanto riguarda le aree dove Nike non è riuscita a ottenere numeri positivi, ma bensì risultati di natura opposta. Nei mercati considerati “marginali”, infatti, il tasso di crescita del brand a stelle e strisce ha riscontrato una perdita del 5%, mentre in Europa Occidentale a sorpresa il calo è stato pari all’1%.

Nel terzo trimestre fiscale i risultati migliori si verificano proprio in Cina e Giappone con il 23% delle vendite, mentre seguono gli Stati Uniti con il 14%, l’Europa Orientale con il 12% e l’Europa Occidentale con il 2%. Calano le vendite solo nei Paesi emergenti con una diminuzione pari all’8%.

Nonostante il periodo di crisi, la situazione è positiva anche per la “rivale” storica Adidas, che nel 2015 ha registrato un aumento del 12,1% dell’utile netto, che si attesta 720 milioni di euro.