Diritti tv caso Infront Lega Calcio al Tar. Altro che metà aprile, la vicenda che vede Lega Serie A, Infront, Mediaset e Sky accusate di aver fatto cartello per alterare l’assegnazione dei diritti tv per il triennio 2015-18 rischia di trascinarsi ancora per mesi se non per anni. Lo scrivono oggi i quotidiani Corriere dello sport e Tuttosport.

Tutte le parti in causa, infatti, se come sembra verranno condannate – in gioco ci sono sanzioni per svariati milioni di euro ed è praticamente da escludere che l’Antitrust arrivi a conclusioni differenti rispetto alle proprie istruttorie -, sono pronte a ricorrere alla giustizia amministrativa.

Dopo aver schierato un battaglione di avvocati in occasione dell’udienza davanti all’Authority, gli stessi legali stanno già preparando i ricorsi da presentare prima al Tar della Lazio e poi, eventualmente, al Consiglio di Stato. Ed è proprio in questo scenario che i tempi sono destinati a dilatarsi.

Le linee difensive, peraltro, sono già emerse nel dibattimento della scorsa settimana, con Lega, Infront, Mediaset e Sky rappresentate dai principali esperti sul territorio italiano in tema di concorrenza. La principale obiezione consiste nel fatto che l’istruttoria dell’Antitrust sia scattata soltanto dopo la diffusione dell’intercettazione di un telefonata tra Claudio Lotito e il dg dell’Ischia Pino Iodice, mentre il Codacons, già 8 mesi prima, aveva presentato un esposto con gli stessi contenuti.

«Ci voleva Lotito?», è il quesito che ha posto, per conto della Lega, il professor Mario Libertini, ordinario di diritto industriale e diritto commerciale alla Sapienza. Giulio Napolitano, figlio dell’ex presidente della Repubblica e ordinario di Istituzioni di diritto pubblico, ha sottolineato come esista una sorta di Antitrust 1 e di Antitrust 2, con «la prima che non interviene ex ante, la seconda che interviene ex post».

I rappresentanti di Infront, invece, hanno evidenziato come un terzo concorrente, ovvero Eurosport, non potesse essere ammesso non avendo raggiunto il prezzo minimo previsto nel bando.

Antonio Catricalà, guarda caso ex-presidente Antitrust ed esperto nominato da Mediaset, ha ricordato che i due network «sono in guerra da anni», negando quindi l’eventualità di un’intesa extra-asta. Sky, infine, ha ricordato come nella fase di assegnazione abbia ripetutamente denunciato pubblicamente la posizione comune di Lega, Infront e Mediaset, anche per la passività della stessa Agcom.

Come premesso, le stesse posizioni verranno ribadite anche davanti alla giustizia amministrativa, dopo che entro un mese verrà reso noto il verdetto dell’Antitrust. E, tanto per gradire, qualcuno immagina già una terza frazione davanti alla Corte di Giustizia Europea.