Gazzetta Sports Award, gli Oscar dello Sport targati Gazzetta
FCA cessione quote Gazzetta dello sport. Un comunicato sindacale dei giornalisti della Gazzetta dello sport va all’attacco di FCA, “gli eredi dell’avvocato Agnelli” dopo la scelta di uscire dal capitale (e varare la fusione La Stampa – Repubblica).
Di seguito il testo ufficiale redatto e pubblicato oggi dai giornalisti Gazzetta.
Signori si nasce, diceva il grande Totò. Ma nella vicenda che ha portato Fca ad annunciare il disimpegno da Rcs Mediagroup, c’è poco da ridere. Semmai c’è da piangere per come è stato smembrato e svilito un gruppo editoriale protagonista della storia italiana. Di comico c’è solo la nota diramata dagli eredi dell’avvocato Agnelli: rivendicano di aver salvato per tre volte Rcs dal fallimento. Noi ricordiamo altri “salvataggi”: come la polpetta avvelenata dell’acquisto della Fabbri gravata di debiti e ceduta dal gruppo torinese a Rcs per 300 miliardi di lire; oppure, per restare agli ultimi anni, la spericolata e insensata operazione Recoletos voluta da un a.d. (Antonello Perricone) diretta emanazione della Fiat, con l’acquisizione spagnola strapagata che ha provocato un buco di circa 600 milioni di euro, guarda caso la cifra da restituire alle banche. E ancora, con l’arrivo di Pietro Scott Jovane, altro a.d. fatto calare da Torino, l’azionista di maggioranza Fca ha dato il via libera alla cessione di Flammarion (case editrice francese), alla chiusura di numerose testate periodiche, alla svendita della sede storica di via Solferino, al sacrificio della Libri (che aveva salvato la Fabbri), ai continui tagli del personale.
 
Tutto questo per non mettere mano al portafoglio, dopo aver intascato anni e anni di dividendi milionari, per chiudere il buco creato da Recoletos. In compenso le nuove iniziative intraprese per rilanciare il gruppo sono state a dir poco miopi, con acquisizioni nel migliore dei casi inutili (tipo YouReporter o la creazione del sito delle scommesse sportive GazzaBet), mentre si è toccato il fondo con il lancio di Gazzetta Tv, poi chiusa dopo solo 10 mesi con un danno d’immagine devastante. Questi sono i fatti, purtroppo a bilancio. Il resto è una scelta: il maggiore azionista di Rcs Mediagroup completa l’opera di smantellamento scappando con un tempismo perfetto, nell’anno in cui il Corriere della Sera spegne 140 candeline e la Gazzetta dello Sport 120. Non solo, decide di andare a rinforzare il polo editoriale concorrente. Eh sì, aveva ragione Totò: signori si nasce, non lo si diventa per diritto ereditario.
 
Guardiamo avanti: il Comitato di redazione della Gazzetta dello Sport invita gli azionisti di Rcs a restituire orgoglio a un gruppo che non merita schiaffi simili. Auspica che l’ingegnere Cioli porti avanti con convinzione un piano di ristrutturazione serio e credibile, mettendo al centro del progetto chi ancora dà utili all’azienda. Il sistema Gazzetta anche in queste stagioni di crisi ha chiuso i suoi bilanci sempre in positivo a differenza di divisioni infarcite di dirigenti che sono zavorra pagata a caro prezzo. Per questa ragione vigileremo con tutte le armi a nostra disposizione perché la Gazzetta e la sua storia non siano svendute per fare cassa: tra l’altro sono già iniziate le grandi manovre che porteranno presto a una divisione tra Gazzetta e Corriere. Autonomia, credibilità e autorevolezza sono tre principi cardine di questa redazione e direzione. E non sono per noi oggetto di trattativa .

3 COMMENTI

  1. “Autonomia, credibilità e autorevolezza sono tre principi cardine di questa redazione e direzione.”

    eh no cara rosea. Autonomia in questi anni ce ne è stata ben poca. Son stati 5 anni passati a lisciare il pelo alla juve per compiacere all’azionista. Sembrava di leggere Juve Magazine più che la Gazzetta dello Sport.

    Con questo comunicato,se veramente in questi anni foste stati autonomi,vi sareste guadagnati il rispetto e la credibilità da parte di tutti. Purtroppo la credibilità l’avete persa nel momento in cui vi siete svenduti all’azionista di riferimento e avete fatto figli e figliastri (mettiamoci anche la Fiorentina di Della Valle,seppur in maniera minore). Ora non è il caso di parlare di autonomia e credibilità.

    • Quello che dici ha del surreale. Concordo solo sulla totale assenza di credibilità (e buon gusto) che i gazzettari hanno ampiamente dimostrato con le insulse e “manovrate” molteplici operazioni “anti-juve”, quelle che tutti hanno potuto vedere succedersi nel corso degli anni e che avrebbero disgustato qualunque persona per bene.
      Ovviamente, i “tifosi” (cosiddetti tali) avversi ai bianconeri ci hanno sguazzato anni e anni in quel mare di melma, e ora considerano addirittura filo-juventino l’orientamento un filo più neutrale che ha caratterizzato alcuni sparuti momenti… Squallore morale e intelletttuale allo stato puro.

  2. i dipendenti rcs sono dei caxxari…

    la famiglia agnelli elkann tra il 2012 e il 2013 ha messo a fondo perduto quasi 190 milioni di euro in rcs (e li ha persi quasi tutti) e lastampa per ricapitalizzare attraverso le loro quote, rispettivamente meno del 20% per Rcs e 100% lastampa. La disinformazione fa passare da decenni questa famiglia, di cui la amggior parte dei tifosi jiventini sono stati soltanto complici nel loro massacro del club, come “amanti, appassionati della Juventus”. la realtà dei fatti, i numeri dicono tutt’altro. lLa famiglia azionista di maggioranza della Juventus da 90 anni ha messo 0 euro nello stadio della Juventus(e in tutti quelli precendentit totalmente iandeguati anche essi) , lo Juventus stadium concepito come un impianto di un club di livello della serie b inglese(capienza modernità della struttura architettonica e degli spazi esterni ed interni, per i tifosi,ristoro, boxes), che è risultato, quindi dopo i tremendi comunale vecchio e nuovo e delle alpi strutture assolutamnte inadatte al calcio), un incredibile terzo obbrobrio e totalmente inadeguato per le esigenze di ricavi di un grande club europeo che possa competere ogni anno finanziariamente a livello continentale.La Juventus e i tifosi della Juventus sono stati ancora una volta fregati e truffati da questa famiglia e nemmeno c’è un minimo di consapevolezza, anzi viene fatta passare la loro gestione come efficiente, splendente e virtuos, da chi si professa pure juventino , come la maggioranza degli amministratori di siti , community in internet che parlano quotidiamente di Juventus e censurano i fatti , i dati che sono alla base della gestione del club di questi decenni.Alla strtegia di tutto l’esercito della peggiore corporazione insieme alla mafia e ai componenti della politica su cui è imperniata questo paese, ovvero quello dei dipendenti delle pubblicazioni cartacee che in Italia hanno fatto quasi gli stessi danni dei sogetti precedenti citati.
    LA FAMIGLIA AGNELLI ELKANN di fatto, ha anche costretto la Juventus ad essere sponsorizzata con una cifre misera ridicola da JEEP del gruppo Fca, gruppo Fca che ha messo quasi 190 milioni per ricapitalizzare il 100% de “lastampa” e meno del 20% di Rcs.
    E i tifosi della Juventus mediamente assistono a loro volta inermi con evidente e forzata(data la propaganda e la disinformazione effettuata ad ampio raggio e per tantissimo tempo) omertà distacco lasciando che la Juve venga massacrata da questa famiglia di speculatori inesorabilmente

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