Mediobanca starebbe lavorando a un dossier che prevede la creazione di un polo sport con Gazzetta dello Sport-Marca-Rcs sport da cedere per una cifra attorno ai 300 milioni di euro. Ne scrive il quotidiano ItaliaOggi che ricostruisce minuziosamente gli scenari in seguito all’operazione di fusione La Repubblica – La Stama destinata a cambiare la direzione dell’editoria italiana.

Potenziali compratori? Dai cinesi di Wanda group, quelli che di recente hanno anche acquistato Infront, al gruppo News Corp di Rupert Murdoch, magnate che nel comparto sport, in Italia, è già molto presente con Sky, e che potrebbe rafforzarsi in Spagna in vista di battaglie paneuropee sul fronte pay-tv.

: rimarrebbe il polo delle news generaliste, con Corriere della Sera (quotidiano che da sempre ha i bilanci in ordine), El Mundo e una manciata di periodici che Cairo saprebbe far marciare bene.

Il rompete le righe di Fca-Fiat, che esce dall’azionariato di Rcs, apre nuovi scenari per il futuro del gruppo editoriale. In tempi brevi potrebbe andare sul mercato circa il 33% del gruppo editoriale milanese: dopo il 16,7% della Giovanni Agnelli & c., i fari ora sono accesi sulle partecipazioni di Mediobanca e Intesa, poli bancari che più volte hanno annunciato l’intenzione di mollare il business editoriale, e pure su quella degli eredi Rotelli.

Tenuto conto che Rcs capitalizza circa 300 mln in borsa, con 100 milioni (più qualche premio) qualcuno potrebbe portarsi a casa il 33% e controllare senza problemi la casa editrice. Il tema è: controllarla per farne cosa?

C’è l’indebitamento da mettere a posto (487 milioni di euro), ci sono le perdite da ripianare (circa 140 mln di rosso anche nel 2015). Per un imprenditore-editore come Urbano Cairo, che di Rcs detiene il 4,6% e che di giornali ne capisce molto, il boccone di via Rizzoli sembra un po’ troppo grosso. Perfino per un sognatore come lui.

L’operazione si potrebbe fare in ticket con qualche altro partner, da Diego Della Valle (che di Rcs ha il 7,3%) ad altri cavalieri bianchi che starebbe cercando Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, e che ha nel cuore le sorti del Corriere della Sera come impegno personale. Questa cordata, però, potrebbe scendere in campo solo per rilevare una Rcs risanata.

Come? La soluzione più rapida, anche se dolorosa, è la vendita di un ulteriore ramo di azienda di quello che una volta era un gruppo internazionale e multimediale e che, di anno in anno, è stato potato a dovere, da Flammarion al palazzo di via Solferino, passando per Dada, Fabbri, il circuito radiofonico Cnr, un bel po’ di periodici, Igp Decaux, fino all’ultima cessione di Rcs libri e della quota delle radio di Finelco.

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