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Ecommerce sportivo. Pochi giorni fa è stata annunciata un’importante operazione di mercato che potrà soddisfare chi è appassionato di ecommerce sportivo. Il gigante statunitense Fanatics, infatti, ha rivelato di avere acquistato Kitbag, uno dei più grandi portali che si occupano della vendita di maglie online e che è responsabile dello shop online di club importanti come Real Madrid, Manchester United e Chelsea.

Si tratta di un settore particolarmente rilevante per tutti gli appassionati che consente ai club di ottenere ricavi importanti, anche se molto varia in base a quanto costano le maglie da calcio online.

Per ottenere questa importante acquisizione Fanatics ha pagato una cifra non irrilevante, pari a 11,5 milioni di sterline (15,2 milioni di euro) in contanti. Questa mossa rappresenta un duro colpo per Sports Direct, che nel mese di settembre 2015 ha preso il 19% di Findel, che a sua volta ha venduto questo portale. “Questa ultima mossa rappresenta una scelta importante intrapresa da Fanatics che continua ad accrescere il suo ambito di attività nella vendita di articoli sportivi, sia nel mondo del calcio sia per quanto riguarda le altre discipline, in tutto il mondo” – ha fatto sapere la società attraverso una nota ufficiale.

Lo sviluppo raggiunto dall’azienda è evidente: il fatturato, infatti, supera i 1.000 milioni di dollari all’anno ed è riuscita ad aggiudicarsi la gestione della vendita online negli Stati Uniti dei campionati più importanti che si disputano nel Paese. Tra questi ci sono la NFL, la NBA, la MLB e la NHL.

L’acquisizione di Kitbag consente inoltre di ampliare i rapporti con queste competizioni, dato che la società del Regno Unito si occupa di gestire l’e-commerce di basket, football americano e hockey su ghiaccio in tutta Europa. Inoltre, darà la possibilità di accedere non solo all’industria del calcio europeo, ma anche ad altre discipline come il tennis (con tornei importanti come il Roland Garros e Wimbledon) e il rugby, ma si prepara ad espandere la propria presenza anche nel Mondiale di Formula Uno.

Allo stesso tempo, la società acquisita fornirà il proprio contributo nella gestione degli stabilimenti all’interno delle strutture sportive, grazie all’esperienza acquisita con club importanti come Manchester City o Everton e con tornei celebri come la Ryder Cup di golf. “Non potremmo essere più felici di lavorare con Kitbag e sfruttare le loro capacità multipiattaforma, oltre all’esperienza nel calcio e agli importanti partner con cui collaborano da tempo. Questo infatti può aiutarci ad accelerare la nostra crescita sia negli Stati Uniti sia a livello internazionale – ha sottolineato Doug Mack, CEO di Fanatics.

Attraverso un comunicato ufficiale la società statunitense ha sottolineato quali possono essere le aree da cui è possibile trarre vantaggio grazie a questa sinergia. Tra queste, c’è la costruzione di un’infrastruttura globale per l’assistenza clienti e un ampio portafoglio di licenze da sfruttare a livello globale. Il CEO di Kitbag, Andy Anson, ha così sottolineato che “la globalizzazione di tutti gli sport che offriamo insieme creerà significative opportunità di crescita e di espansione”.

Da parte sua, David Sugden, presidente esecutivo di Findel, ha messo in evidenza che questa partnerhip potrà portare benefici anche per la sua società: “Questa acquisizione rappresenta un buon risultato per tutte le parti coinvolte. Kitbag avrà infatti la possibilità di beneficiare dell’esperienza e della presenza a livello inteernazionale in questo mercato che offre Fanatics“.

Per quanto riguarda Findel, invece, questo accordo consente di rafforzare il proprio bilancio e di ridurre in modo significativo il nostro capitale umano, che è in linea con la nostra ambizione di concentrare le nostre risorse sulla crescita della nostra impresa di e-commerce e sulle società di formazione”.

Nell’ultimo esercizio fiscale di Kitbag che va da marzo 2014 allo stesso mese del 2015, la società ha incrementato i ricavi dell’11,7%, pari a 74.488 milioni di sterline (101,6 milioni di euro). Tuttavia, ha registrato però una perdita ante imposte di 2,2 milioni di sterline (2,89 milioni di euro).