Calciomercato 2015 da record: nello scorso anno, infatti, gli affari complessivi sono stati oltre 13 mila, secondo quanto riporta il Global Transfer Market 2016 redatto dalla Fifa.

Il massimo organo calcistico internazionale raccoglie ogni anno informazioni dai 209 membri e dalle più di 6500 squadre professionistiche che sono direttamente collegate alla Fifa, grazie anche all’ITMS (International Transfer Matching System), il sistema utilizzato per registrare i trasferimenti internazionali. E le cifre continuano a crescere rispetto alle ultime stagioni.

Nel 2015, infatti, in tutto il mondo sono stati effetuati complessivamente 13.558 trasferimenti, numero in crescita rispetto al 2014 (+3,1%) e, soprattutto, un nuovo storico record: mai c’erano stati così tanti acquisti come nel calciomercato 2015. E, anche come cifre, mai le squadre avevano speso come nell’anno da poco concluso. La cifra totale si aggira sui 4,18 miliardi di dollari, che corrispondono a circa 3,8 miliardi di euro, anche qui in crescita. Confrontandola con il 2014, la cifra è salita del 2,6%, addirittura del 44,2% se il confronto viene fatto con il 2011: un aumento di quasi il 10% annuo, e che pare non si fermerà nemmeno nelle prossime stagioni.

Calciomercato 2015, i 10 colpi più costosi

Che il 2015 sia stato un anno particolare lo si capisce anche dai 10 acquisti più costosi: si va dai 74 che il Manchester City ha sborsato per De Bruyne ai 35 che i cugini dello United hanno versato al Southampton per Schneiderlin, con in mezzo i vari Di Maria (63), Sterling (62,5), Martial (50) e via via tutti gli altri. Il totale dei 10 più costosi tocca quota 490 milioni di euro: alto, ma non così altissimo. Il record, stando agli ultimi cinque anni, resta del 2014 (514 milioni di euro), seguito appunto dal 2015, dal 2013 (450), poi il 2011 (360) e il 2012 (353). Rispetto al 2011, comunque, l’aumento è stato importante: la cifra versata per i 10 più costosi è salita del 36%, segnale che i costi del calciomercato continuano a salire imperterriti. Aspettando i nuovi colpi di questo 2016 appena cominciato, visto che nel gennaio di un anno fa gli acquisti onerosi non sono certo mancati.