Mascherano condannato per evasione fiscale. Il centrocampista ha patteggiato un anno di carcere e una multa da 815 mila euro di multa per due casi di evasione. Il verdetto è stato emesso oggi dal giudice dell’Audiencia di Barcellona, con riferimento a reati riferiti al periodo tra il 2011 e il 2012.

Una pena che era stata già patteggiata, ma confermata oggi in trivunale. La cifra sotto analisi era di 1,5 milioni di euro: soldi che Mascherano ha già restituito alcuni mesi fa, aggiungendo anche altri 200mila euro di interessi. L’avvocato dell’argentino ha già chiesto che l’anno di carcere possa essere tramutata in una ulteriore multa, per un importo di circa 20 mila euro. Una richiesta che potrebbe essere confermata dal tribunale nei prossimi giorni, anche perché già durante il processo la corte si era dimostrata favorevole all’ipotesi.

L’argentino ha già spiegato le sue ragioni in una lunga lettera postata sull’account Twitter e Facebook del giocatore. “Sono uno sportivo professionist – le parole di Mascherano -, non ho grandi conoscenze di questioni legali o relative alle tasse. Per questo mi sono affidato a persone che sarebbero dovute essere competenti, ma non lo sono state. Per questo mi riservo di azioni legali contro coloro che mi hanno consigliato qualcosa che non era corretto”.

Mascherano condannato, gli altri casi blaugrana

La condanna di Mascherano non è comunque l’unico pericolo fiscale che corrono i giocatori del Barcellona. Su tutti c’è infatti il caso di Lionel Messi, che rischia fino a 22 mesi di carcere per frode fiscale: il processo della Pulce inizierà il 31 maggio prossimo, e con lui potrebbe anche venire punito il padre. Oltre ai giocatori, anche i dirigenti e il club sono sotto attenzione: tutto ruota intorno al caso Neymar e alla frode fiscale, per i quali la giustizia spagnola ha indagato il presidente del Barcellona, Josep Maria Bartomeu, insieme all’ex numero 1 Rosell e lo stesso club blaugrana.

 

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