Fino a che punto può crescere il valore dei diritti tv?

La domanda aleggia da tempo nelle stanze dei bottoni e il 2016 ci potrebbe essere già un passaggio chiave in questo senso, proprio a partire dalla manifestazione più importante: l’Europeo di calcio che si svolgerà dal 2016 in Francia.

La Rai sembra essere l’emittente più accreditata per aggiudicarseli. Ma il condizionale è ancora d’obbligo, perché la Rai non ha ancora raggiunto l’accordo per i diritti con CAA Eleven, che opera per conto dell’Uefa, e che ha ritenuto la prima offerta del broadcaster pubblico non congrua a fronte di una richiesta che dovrebbe superare i 100 milioni di euro sfiorati già nel 2012.

Fattore che potrebbe far scegliere al Gruppo di cui è d.g. (con imminenti poteri di a.d.) Antonio Campo Dall’Orto di puntare solo su 23 partite per una cifra inferiore della metà.

C&F già nelle scorse settimane aveva fatto il punto della situazione. I punti che emergono sono chiari:

– la RAI non è interessata a tutta la competizione ma solo alle partite di punta

– le Pay tv hanno scarso interesse perchè una competizione di un mese non muove l’incremento degli abbonati che è il loro vero interesse

– l’allargamento della competizione (ci saranno 20 partite in più) non è appetitoso perchè si tratta in pratica di acquistare le partite meno interessanti

– i prezzi pagati in passato sono considerati già congrui (se non superiori ai ritorni reali) per una manifestazione del genere

Ecco allora che la questione e la trattativa rimangono aperte.

Sullo sfondo c’è anche una ragione che nessuno vuole dire: i Mondiali del 2010 e del 2014 con l’Italia fuori anzitempo dalla competizione sono risultati alla fine complessivamente meno seguiti rispetto a quanto si pensava e certamente rispetto a quanto si sarebbe fatto con la nazionale in campo almeno fino ai quarti o alle semifinali.

Come si sono mossi gli altri paesi europei?

La Francia naturalmente gioca in casa e si muoverà in massa con TF1, M6 e BeIn Sports. In Germania trasmetteranno sia il consorzio ARD che la pubblica ZDF che la piattaforma satellitare ProsiebenSat. In Inghilterra si replica la fortunata formula del mondiale 2014 con BBC e ITV che si dividono la competizione (un po’ come se in Italia RAI e Mediaset decidessero di accordarsi per trasmettere un po’ di gare ciascuno).

La Spagna è invece nella stessa condizione dell’Italia. Al momento non sono stati assegnati i diritti. E le problematiche di fondo sono molto simili alle nostre.

Non solo Champions League e Serie A, quindi. Dopo i rialzi di prezzi delle ultime aste e le grandi manovre che i gruppi televisivi stanno affrontando ormai da qualche mese, il mercato televisivo italiano è in un momento in cui l’oculatezza non è mai troppa, per questo al momento Euro2016 rimane senza un “padrone” televisivo.

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