Cina nel calcio, il 2015 è stato l’anno del contatto: in oriente hanno iniziato a guardare allo sport non solo da appassionati, ma anche da investitori. Le prime spese ingenti sono arrivate, e con grande probabilità continueranno anche nel 2016.

L’ultima notizia arriva dalla Spagna, dove l’influenza della cinese Rastar Group sull’Espanyol sta diventando sempre più pesante. L’azienda orientale (che opera nel settore dei videogiochi) ha già acquisito, negli scorsi mesi, circa il 45% delle quote del club di Barcellona (per una cifra intorno ai 45 milioni tra valore del pacchetto e 13,3 per l’utilizzo societario), punta ad ottenerne il 56% nei primi mesi del 2016 e nel frattempo ha trovato anche un nuovo sponsor: parliamo di 522tt.com, portale di giochi online comunque di proprietà della stessa Rastar.

Cina nel calcio, gli altri affari del 2015

Ma l’affare Espanyiol non è l’unico che riguarda la Cina nel calcio europeo. Il maggiore senza dubbio riguarda l’entrata nel City Football Group (holding cui fanno capo il Manchester City, il New York City Football Club, i Melbourne City e gli Yokohama Marinos) della banca Citic, che ha rilevato il 13% delle quote per circa 400 milioni di dollari. Poi ci sono le operazioni di Dalian Wanda, che ha messo le mani prima sul 20% dell’Atletico Madrid per una cifra vicina ai 45 milioni di euro, poi sul 100% di Infront per oltre un miliardo di euro. Il tutto aspettando di capire cosa succederà con l’affare più vicino all’Italia, ovverosia quello tra Mr. Bee e Silvio Berlusconi per il 48% del Milan. Sono passati oltre 3 mesi dal 30 settembre, quando sarebbero dovute arrivare le firme sull’ormai famigerato closing. Dei 480 milioni ancora non c’è traccia, e a risentirne parà il mercato rossonero a gennaio. Ma l’avanzata della Cina nel calcio europeo non si fermerà certo per un eventuale affare saltato, nonostante l’Italia resti sempre snobbata rispetto agli altri campionati d’Europa.

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