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Chi è Cosmo Giancaspro, si saranno chiesti in molti negli ultimi giorni. Intanto è l’ultima pedina di un Bari che sta faticosamente cercando di tornare alla normalità. L’imprenditore infatti ha acquisito il 5% delle quote della società pugliese, con l’obiettivo di aumentare la propria partecipazione in futuro con un aumento di capitale. Il vero interesse, però, pare sia il nuovo stadio San Nicola.

Cinquantatre anni, nato a Molfetta, commercialista, è un imprenditore attivo nell’industria informatica ma anche nell’edilizia e nelle energie rinnovabili. La sua “casa madre” è Kreare Impresa, azienda appunto di informatica (consulenza, elaborazione elettronica dati, ecc.) con sede a Molfetta e capitale sociale di 100 mila euro. Attraverso Kreare Impresa, Giancaspro, però, controlla anche altre società, tutte a responsabilità limitata, come Magnolia (capitale sociale di 300 mila euro), Finpower (71 mila euro), F.T.V., Apulia RE (100 mila) e L’Albicocco (100 mila, ma con un passivo di 5 miloni al 2014), che fanno capo ad altri ambiti, dalle energie alla compravendita di immobili. Nonostante questo, però, si parla di una sua disponibilità ad investire almeno 7 milioni nel Bari. Nel suo passato Giancaspro ha anche precedenti penali, come la condanna a 8 mesi di reclusione per truffa: nel 2002 infatti finì nel mirino della magistratura per la presunta costituzione di tre società finanziarie fittizie, che stipulavano finti contratti assicurativi su forniture commerciali e polizze fideiussorie a garanzia di appalti pubblici.

Chi è Cosmo Giancaspro, il progetto San Nicola

Il suo interesse per il calcio è datato 2014, quando prese parte ad una delle cordate che parteciparono all’asta per il Bari, poi vinta da Paparesta. E ci riprovò nell’aprile scorso, quando si parlò anche di azionariato popolare. Al centro di quel progetto c’era il San Nicola, tema centrale anche per l’attuale proprietà: Giancaspro parlava di una trasformazione dello stadio in una sorta di Siemens Stadium, cioè un impianto in stile Emirates Stadium in quanto a sponsorizzazione (grazie ad alcuni contatto con l’azienda tedesca). Intanto Paparesta ha già presentato il progetto di riqualificazione dello stadio, uno degli elementi chiave per il Bari, tanto che già circolano voci su eventuali nuovi acquirenti per la società, interessati appunto alla questione San Nicola. Il primo è Giancaspro, che punta a salire anche oltre l’attuale 5% delle quote.

Update 17.12.2015.

Le anticipazioni di C&F del 16 dicembre sono state ampiamente confermate dal Corriere del Mezzogiorno che scrive:

Di certo, per far lievitare l’interesse nei confronti del Bari, serviranno risultati sul campo e novità sul fronte infrastrutturale. E se sotto il primo aspetto la squadra di Nicola sta rispondendo presente con tante vittorie e il terzo posto parziale nel campionato, per quanto riguarda il secondo diventerà assai importante il capitolo San Nicola.

Non è un mistero che la concessione pluriennale rappresenti per Paparesta un elemento per certi versi decisivo per conquistare nuovi imprenditori. Una bozza della convenzione è già da qualche tempo negli uffici del Bari, in corso di valutazione da parte del club. Già nei giorni scorsi si sarebbe dovuto tenere un incontro, poi rinviato, con i rappresentanti del Comune per definire l’intesa.

Il confronto decisivo avverrà prima di Natale e tra i punti nodali di questo confronto ci sarà la durata della concessione. L’interesse del Bari, che si accollerà i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria dello stadio, è di avere il San Nicola per il maggior numero possibile di anni. Il non plus ultra, per Paparesta, sarebbe 90 anni. Difficile, invece, fare una stima dei tempi di chiusura dell’iter. A questo punto è certo che tutto slitti ai primi mesi del 2016.

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