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Il rendering del nuovo stadio della Roma

La Roma continua, su volontà del presidente americano James Pallotta, a muoversi per la costruzione del nuovo stadio di proprietà che dovrebbe sorgere in zona Tor di Valle, ma finora non sono mancati gli ostacoli per la realizzazione di questa iniziativa ritenuta fondamentale anche per poter incrementare gli introiti del club. C’è chi, infatti, ritiene che l’area non sia la più idonea per la realizzazione di un progetto simile a causa degli ingenti lavori di bonifica che dovrebbero essere realizzati.

Dopo le prime perplessità avanzate dal movimento “Italia Nostra”. a esprimere la propria contrarietà ora è Alfio Marchini, candidato (per il momento l’unico di cui si conosce il nome) a sindaco di Roma Capitale alle elezioni che dovrebbero tenersi la prossima primavera in cui i cittadini sceglieranno il successore di Ignazio Marino.

Come pubblicato sulle pagine di “Roma e Lazio” de “La Gazzetta dello Sport”, infatti, Marchini ha sottolineato di non ritenere idonea la realizzazione dell’impianto in un’area così cruciale della città nonostante un rapporto di stima e amicizia con l’architetto Luca Parnasi: “Sono amico di chi ha proposto lo stadio della Roma, ma il progetto è urbanisticamente sbagliato. Se fossi sindaco lo potenzierei con le infrastrutture a partire dalla Roma-Lido”. 

Non si tratta certamente di una bocciatura totale, ma Marchini con le sue parole non nasconde le forti perplessità di fronte a un progetto a cui la società giallorossa sta lavorando già da qualche tempo su spinta della proprietà americana. Se dovesse essere proprio lui il nuovo primo cittadino della capitale, insomma, per la Roma ci sarebbe una nuova questione da affrontare prima di iniziare i lavori veri e propri.

Non andrebbe meglio ai giallorossi però nemmeno in caso di vittoria di un candidato del Movimento Cinque Stelle. I “pentastellati”, infatti, hanno le idee ancora più chiare: se dovessero loro a guidare la città si bloccherebbe tutto, come anche nel caso del progetto di candidatura di Roma2024. Se dovesse verificarsi una di queste due ipotesi sarebbe certamente un duro colpo per Pallotta e i suoi collaboratori soprattutto perché sono già stati fatti accordi con alcuni sponsor che dovrebbero appoggiare il progetto sul piano finanziario. Diventa quindi indifferibile l’approvazione in Regione, per dare certezze a partner presenti e futuri.

Si parla infatti di un agreement già firmato con un colosso del lavoro interinale, già attivo sul mercato italiano. Accordo che diventerebbe sempre più operativo (e quindi economicamente impattante per le casse romaniste) in prossimità dell’apertura del nuovo impianto sportivo a Tor di Valle.

A rendere ancora più nebulosa la vicenda sono ora anche le parole del prefetto Franco Gabrielli, che ha deciso di rispondere al presidente della Roma James Pallotta che, dopo essere sbarcato a Ciampino sabato sera, aveva rivelato di avere in agenda proprio un incontro istituzionale per discutere del tema legato alla protesta della Curva Sud dello Stadio Olimpico. “Nessuno della Roma ha mai chiesto un appuntamento, tranne attraverso queste dichiarazioni che peraltro sono estremamente poco corrette”.

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