La Giunta Alessandrini e il Pescara Calcio fanno fronte comune dopo il parere negativo espresso dalla Soprintendenza Abruzzo sulla riqualificazione dello Stadio Adriatico “Giovanni Cornacchia” e sono determinate ad andare avanti con la possibilità di un ricorso al Tar o ad un Organo Giurisdizionale, con i tecnici pronti comunque a ripresentare in tempo breve un progetto con delle variazioni rispetto a quello originario e meno impattante.

Il sindaco della città abruzzese ha così voluto sottolineare come si sia arrivati a una mossa di questo tipo: “La Soprintendenza ha posto un vincolo che noi vogliamo contrastare in tutte le sedi. Per questo abbiamo deciso di poter seguire la strada di un ricorso. Ci riserviamo un approfondimento con il nostro ufficio legale, riservandoci di un ricorso al Tar (60 giorni) oppure un ricorso gerarchico (30 giorni) alla Direzione del Ministero. L’operazione risponde a un criterio di interesse pubblico perché questa operazione vale circa 40 milioni di euro e significa procedere alla riqualificazione dell’area, avendo 1000 posti auto e immaginare una struttura sportiva capace di lavorare 365 giorni all’anno con ricadute sul lavoro con oltre 200 posti di lavoro e 350 nei giorni delle gare, mettendo ovviamente al primo posto l’approccio econometrico, perché lo Stadio costa all’Amministrazione e alla collettività un milione all’anno, in un momento in cui il Comune sta provvedendo ad una pesante ristrutturazione finanziaria”.

Il presidente del club biancoazzurro Daniele Sebastiani, ha invece voluto precisare quali siano i progetti che la società sta portando avanti in riferimento alla riqualificazione dell’impianto: “Avevamo presentato un progetto che aveva una sostenibilità economica e finanziaria, che oggi, alla luce di questo vincolo, dobbiamo in un certo senso rivedere perchè sapete bene che il progetto ha bisogno di sostenibilità. Oggi lo stadio viene utilizzato una volta ogni 15 giorni dal Pescara e da chi pratica atletica, ma non certo per le sue potenzialità. Ora così riformuleremo un progetto anche per andare incontro alle richieste e trovare una soluzione per far restare l’opera e le colonne del Piccinato, con un progetto comunque sostenibile. Non vogliamo fare guerre a nessuno e neanche a chi ha inserito un vincolo. C’é la volontà di Comune e Pescara per trovare una soluzione condivisa con tutti gli attori che fanno parte di questa partita. Per il Pescara é un progetto importante perché ci saranno in un prossimo futuro limiti per stadi con velodromo e piste di atletica e quindi ci dovremo dotare di uno stadio solo per il calcio, e noi per questo vogliamo cercare di anticipare i tempi. Il Pescara lavorerà fortemente per la realizzazione di uno stadio per il calcio perché una struttura porta punti alla squadra. Guardate il Cesena che in casa non perde mai”.

L’assessore allo Sport Giuliano Diodati ha poi precisato che “la riqualificazione é totalmente a carico di Pescara Calcio e privati. Non ci sarà un impiego di soldi pubblici. L’Amministrazione non metterà un centesimo. Sulla pista di atletica ribadisco che imprescindibilmente, prima della ristrutturazione dello stadio, verrà costruito il nuovo impianto per l’atletica leggera. Confermo che lo Stadio Adriatico resta di proprietà del Comune e che verrà fatta una convenzione per la gestione da parte della società. In ultimo dico che da parte nostra c’é la massima disponibilità verso tutti gli altri attori. Noi vogliamo andare incontro alla Soprintendenza, ai commercianti e a tutti coloro che sono interessati, Vogliamo avere un rapporto di collaborazione con tutti, ma si deve capire che per noi come Ente, con la difficoltà economiche di oggi, non riusciamo più a trovare nel bilancio quei fondi per la gestione dello Stadio”.