Il Real Madrid, reduce dalla pesante sconfitta nel Clasico contro il Barcellona, prova a leccarsi le ferite e tenta di rimediare con il supporto della tecnologia. E’ questo lo scopo della nuova app Real 2.0, prodotta dalla Microsoft e illustrata dal vice presidente Orlando Ayala, che punta non solo a dare supporto al club spagnolo, ma anche a trovare nuove fette di mercato in ambito sportivo.

Non è un caso che per la realizzazione di questo progetto sia stato chiamato proprio Ayala, da venticinque anni in Microsoft dove è responsabile per i mercati emergenti e incaricato di gestire la collaborazione con i “blancos” iniziata un anno fa. Attraverso un’intervista rilasciata a “La Gazzetta dello Sport” ha spiegato come il supporto digitale abbia inizialmente fatto da ponte per trasportare sul Web la ‘Casa Blanca’ fino a trasformare la collaborazione in una partnership commerciale che insiste su un bacino d’utenza di 450 milioni di tifosi/fan continuamente monitorato, studiandone i trend e i flussi in fatto di gusti personali e abitudini.

L’esperienza ha già raccolto diversi apprezzamenti fino a generare interesse in due – tre club italiani, ma con un unico veto da parte del club di Madrid: mai il Barcellona. Le prospettive sono enormi. A Madrid ha preso vita il Global Sports Innovation Center, che mette insieme 13 milioni di euro in investimenti pubblici e privati e già si lavora allo smart stadium (lo stadio intelligente). Un primo esempio: scarichi l’app del Real sullo smartphone, lei ti geolocalizza, ti guida al tuo posto e al tempo stesso aumenta la sicurezza, perché di ognuno si sa dove sia e cosa stia facendo.

I benefici arriveranno anche nel lavoro sul campo: l’allenatore potrà avere a disposizione una banca d’informazioni sempre più dettagliata che, fondata su un sistema complesso di algoritmi, arriverà a scandire con massima affidabilità la carta d’identità e il curriculum vitae di un calciatore. Tutto verrà tracciato: dalla storia degli infortuni (tipologia, causa, tempi di recupero, frequenza) per arrivare a uno screening approfondito con percentuali di rendimento e comprendente informazioni quali le prestazioni sostenute e le caratteristiche psicofisiche di ogni atleta.

L’app Real 2.0 ovviamente non servirà a sostituire il lavoro dell’allenatore: ogni scelta tecnica, infatti, spetterà sempre al tecnico, ma ora potrà contare su una serie di informazioni che potranno consentire una valutazione più approfondita.

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Giornalista, laureata in Linguaggi dei media all'Università Cattolica di Milano. Esperienza soprattutto in siti internet e qualche incursione in TV e sulla carta stampata.