Scandalo FIFA, di giorno in giorno ci sono sempre novità. Infatti, come annunciato mercoledì scorso dopo che gli era stato rigettato il ricorso da parte della Commissione d’Appello della Fifa, Michel Platini ha avanzato ricorso presso il Tribunale arbitrale dello Sport, il Tas, per contestare la sospensione di 90 giorni inflittagli l’8 ottobre scorso dalla Commissione Etica della Fifa.

Il presidente dell’Uefa, attualmente sospeso dalla carica e da qualsiasi attività connessa al calcio fino al 5 gennaio, non può portare avanti la sua campagna per sostituire Joseph Blatter alla guida della Fifa.

A minare la candidatura del dirigente francese verso il Congresso di Zurigo del prossimo 26 febbraio la vicenda degli 1,8 milioni di euro ricevuti da Platini nel 2011 dalla Fifa per il lavoro svolto in qualità di consigliere nel 2002.

Già prima che la Commissione d’Appello della Fifa esprimesse il proprio parere in merito alla sospensione, i legali di Michel Platini avevano annunciato una battaglia affinché al proprio assistito gli venisse data la possibilità di candidarsi alle prossime elezioni presidenziali.

La conferma dei 90 giorni di sospensione sono però, per il presidente dell’Uefa, una doccia fredda che potrebbe ostacolare del tutto la sua corsa verso la presidenza della FIFA.

Secondo quanto è stato reso noto due giorni fa da “L’Equipe”, in un comunicato diramato dagli avvocati del presidente della Uefa, Platini denuncia anche “una strategia deliberata e inaccettabile finalizzata a ritardare la campagna elettorale per la presidenza Fifa”. Infine Platini aggiunge di avere “piena fiducia che il Tas gli restituiraà i suoi diritti”.

L’ultima speranza quindi per Platini, è che il Tas accolga il suo ricorso e gli dia la possibilità di rientrare nella lista dei candidati e di fare campagna elettorale. Se però così non fosse, le possibilità di diventare il numero uno della FIFA il prossimo febbraio diminuiranno drasticamente.