Fassone, ex direttore generale dell’Inter è intervenuto quest’oggi ai microfoni della trasmissione di Radio 24 ‘Tutti Convocati’. Nel corso del programma, Fassone ha risposto alle domande dei conduttori Carlo Genta, Giovanni Capuano e Pierluigi Pardo, partendo dal futuro e dal presente: “Mi sto finalmente godendo un po’ di calcio senza stress del dirigente. Cosa farò? E’ un percorso in itinere, non ne ho idea. Sono tanti gli scenari possibili, non ho fretta. Salterò sul primo progetto bello e affascinante. La Figc? Ho letto e ho sentito ma non c’è nulla, non ho ricevuto neanche mezza telefonata. Sono solo ipotesi”

All’ex direttore generale dell’Inter viene anche chiesto un parere su come e quanto sia realmente cambiato il calcio italiano negli ultimi anni: “Siamo in ripresa dopo aver toccato il fondo. Siamo ancora molto indietro, il calcio europeo si è mosso meglio. Soprattutto quello inglese e quello tedesco. Ci sono riforme su cui lavorare. Il giudizio sul Tavecchio presidente è complessivamente positivo, il calcio a livello di Lega dovrebbe muoversi di più, la Lega è ingessata dal post-Calciopoli. L’assemblea decide tutto, anche l’acquisto di due penne, e quindi la Lega è un po’ bloccato. Bisognerebbe tornare al pre-2006, quando la Lega era più decisionista. Era la vera locomotiva del calcio italiano. Non voglio dare un giudizio negativo su Beretta, oggi si può veramente fare poco. Tutto deve transitare dall’assemblea. Oggi ci sono due correnti contrapposte. Su Tavecchio, al di là degli scivoloni di comunicazione, l’ultimo mi sembra un trappolone vergognoso e ha fatto bene a tutelarsi con un bravissimo avvocato, il presidente l’ha fatto molto bene. E’ un presidente operativo”.

 

Calcio italiano che ha come obiettivo quello di risalire nel ranking Uefa e di riprendersi il quarto ingresso per la partecipazione alla Champions League. Proprio su questo argomento, Marco Fassone, ha detto: “In bilanci come quelli di Inter e Milan la partecipazione alla fase a gironi ha una incidenza importante. Noi in Italia, per dire, abbiamo migliorato la cultura della partecipazione all’Europa League dove i risultati sono migliorati. Ci sono problemi nei preliminari e questo influenza il ranking del Paese“.

Dall’importanza della Champions League, in termini economici, agli obiettivi stagionali dell’Inter. Anche in questo caso, l’ex direttore generale del club nerazzurro dimostra di avere le idee molto chiare: “L’Inter è stata costruita per andare in CL. Ci sono almeno un paio di squadre più attrezzate. Dalle prime quattro uscirà il nome della vincente. Pronostico troppo facile? Beh ne ho tolta qualcuna. Non è un caso che l’Inter sia migliorata in difesa. Anche da un punto di vista cronologico che abbiamo inserito sono stati Murillo, visto da tempo, e Miranda, preso a giugno. Come prima idea è stata quella di rimettere in sesto la linea difensiva, era una priorità. Ora la squadra è ottimale e ha trovato un super Handanovic. Sulla fase di costruzione la squadra ha margini ma Mancini lavora tantissimo sulla costruzione. Quando fai tanti 1-0 giocando così così sul piano dello spettacolo, va bene. Sono le stagioni che ti dicono bene. Tanti scudetti sono stati vinti con partenze così.

Non mancano domande sul passato. Soprattutto l’esperienza di Napoli, è stata significativa per Fassone in quanto, come è accaduto con l’Inter, anche il suo arrivo al club partenopeo avvenne in un momento di ristrutturazione societaria: “Non è più difficile che con altri, è sempre più preparato ed è bravissimo. Si vede dove ha portato il Napoli. Si è dotato di grandi direttori. E’ decisionista, accentratore e progressivamente il Napoli è diventata la sua industria più importante. Se lo conosci e sai come prenderlo, ha un carattere non facilissimo, lavorare con lui non è complicato. Nulla esclude, da parte mia, la possibilità di tornare a lavorare insieme. Mazzarri? Tentò di convincerlo a rimanere, non credo fosse arrabbiato con l’Inter. Di fronte ad un rifiuto, ci sta che abbia avuto quel malessere verso chi ha preferito altro”.

Parlando di Napoli, è normale che giunga una domanda su Mazzarri, tecnico che ha fatto molto bene con gli azzurri ma che con l’Inter, dopo un primo anno discreto ha provato il brivido del primo esonero in carriera: “Dal punto di vista dei risultati – ha detto Fassone –  non ha fatto male. Il primo anno, in un contesto difficilissimo, con cessione epocale, più 8-9 senatori in scadenza. Lui riuscì a centrare il quinto posto, il rientro in Europa League. Abbiamo cercato di costruirgli una squadra su misura, tentato l’approdo in Champions League. Si sono create una serie di situazioni, tensioni con il pubblico, una parte dei media, all’interno anche, che gli hanno impedito di esprimersi al meglio. Un anno fa fu indispensabile sostituirlo”.