Debito Rcs Mediagroup, è ancora questo il grande problema che pesa sui conti della casa editrice di Via Rizzoli, cui fanno capo Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, e che il nuovo amministratore delegato, Laura Cioli, sta cercando di risolvere, anche se le soluzioni sul tavolo sembrano essere poche e non certo indolori. E’ quanto riporta il quotidiano Milano Finanza, che dedica un focus al futuro di Rcs.

Il gruppo editoriale, gravato da un debito di 526 milioni a fine giugno (ma atteso in calo a 440 milioni a fine 2015) ha infatti la necessità di rinegoziare le condizioni con le banche (Intesa Sanpaolo, Ubi, Unicredit, Mediobanca, Bnp e Bpm), chiedendo al contempo una revisione dei tassi d’interesse e delle condizioni di finanziamento oppure si dovrà fare giocoforza l’aumento di capitale da 200 milioni il cui termine (in fatto di delega) scade venerdì 13 novembre.

Ma siccome nessuno dei grandi soci, da Fiat a Mediobanca, da Intesa a Diego Della Valle, da Pirelli a Urbano Cairo, vuole aprire nuovamente i cordoni della borsa dopo la ricapitalizzazione da 400 milioni di due anni fa, il consiglio d’amministrazione dovrà trovare presto la via d’uscita. Ed è probabile che già giovedì, giorno di convocazione del board per l’approvazione dei conti al 30 settembre, il presidente Maurizio Costa e il nuovo ad Cioli valuteranno tutte le possibili alternative al mancato accordo con il sistema creditizio e all’aumento di capitale che sarà rimandato a data da destinarsi.

Secondo quanto riportato da Milano Finanza, i vertici di Rcs sarebbero intenzionati a prendere in considerazione altre dismissioni. La prima, ventilata da tempo, è quella che riguarda la controllata spagnola Unidad Editorial. Si stanno cercando da mesi potenziali compratori e gruppi con i quali allearsi. Il nome che circola è sempre quello di Vocento.

La novità delle ultime ore sarebbe invece la dismissione di Rcs Sport, la divisione sulla quale il precedente ad, Pietro Scott Jovane, aveva invece puntato parecchio e che se fosse rimasto ancora in sella avrebbe rappresentato uno dei capisaldi del nuovo business plan.

La divisione che si occupa della gestione e realizzazione di eventi sportivi quali basket, ciclismo e maratone (nel 2014 fatturato di 45 milioni e perdita di 782 mila euro) è oggetto di analisi su quale ambito d’azione e su quale futuro assegnarle in mancanza di un progetto di crescita internazionale che possa passare da una aggregazione.

In Rcs ci si è resi conto che competere coi i big internazionali, non avendo diritti di rilievo in ambito televisivo, è troppo impegnativo. O forse impossibile. Meglio quindi concentrarsi su Corriere della Sera (primo quotidiano per diffusioni in Italia con 369.390 copie a fine settembre, fonte Ads) e Gazzetta dello Sport la cui tv tematica però non decolla (0,16% lo share medio giornaliero a fine ottobre, fonte Auditel) e il cui sito di scommesse, Gazzabet, resta ancora un oggetto misterioso in termini di sviluppo e business.

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