Trimestrale Juventus – Il cda della Juventus ha approvato i conti del primo trimestre dell’esercizio 2015-2016 (iniziato lo scorso 30 giugno) che vede ricavi in crescita del 97% a 105 milioni, grazie a proventi da gestione calciatori per 34,8 milioni, un risultato operativo di 20,7 milioni (+45%) e un utile netto di 16,8 milioni (da una perdita di 28,6 milioni dello stesso periodo dell’esercizio precedente).

Al 30 settembre i debiti netti salgono a 195,7 milioni (+6,8 milioni dal 30 giugno). Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, il club bianconero evidenzia che “il risultato dell’esercizio, ad oggi previsto in perdita, sara’ influenzato da incrementi dei costi relativi alla gestione sportiva e dalle variazioni, anche sui ricavi attesi che deriveranno dai risultati sportivi”. L’obiettivo e’ dunque “consolidare il sostanziale equilibrio della gestione economica raggiunto nell’esercizio precedente”.

Trimestrale Juventus, effetto Vidal sui conti
Trimestrale Juventus, effetto Vidal sui conti

Trimestrale Juventus, l’impatto del calciomercato

Le operazioni perfezionate nella prima fase della campagna trasferimenti 2015/16 hanno comportato un aumento del capitale investito di 114,7 milioni derivante da acquisizioni e incrementi per 134,9 milioni e cessioni per 20,2 milioni (valore contabile netto dei diritti ceduti).

Le plusvalenze nette, comprese quella relativa alla cessione di Arturo Vidal al Bayern Monaco, ammontano a 33,8 milioni.

L’impegno finanziario netto complessivo, ripartito in quattro esercizi, è pari a 88 milioni inclusi gli oneri accessori, nonché gli oneri e i proventi finanziari impliciti sugli incassi e pagamenti dilazionati. A garanzia dei pagamenti sono state emesse nuove fideiussioni per complessivi 75,8 milioni.

Trimestrale Juventus, evoluzione prevedibile della gestione

Il risultato dell’esercizio 2015/16, spiega la Juventus in una nota, ad oggi è previsto in perdita. Tale risultato sarà influenzato da incrementi dei costi relativi la gestione sportiva e delle variazioni, anche rispetto ai ricavi attesi, che deriveranno dai risultati sportivi effettivamente conseguiti in Italia e in Europa.

3 COMMENTI

  1. Una domanda ai filosocietari e a chi è in malafede e fa disinformazione su giornali e media da 10,15 anni: Come fa la Juventus afd avere un indebitamento pari a 200 milioni senza nemmeno aver costruito uno stadio di valore come i principali club europei?
    I 200 milioni di debiti sono quasi interamente stati creati dal 2006 ad oggi grazie alle mirabolanti gestione sportive di elkann e dei suoi amministratori.
    Il Bayern Monaco ha costruito l’allianz arena da 340 milioni tuttua ripagata e ha quasi Zero indebitamento e nel 2004 aveva ricavi ifneriori alla Juventus

  2. A me sembra chiaro, la sostenibilità della macchina dipende dalla partecipazione alla Champions. Se dal 2006 fai 1 anno di B e due senza Champions perdi almeno 100 milioni. Poi fai uno stadio che ammortizzi in 10 anni e fai debito, a naso direi almeno ancora una 50ina di milioni ancora da pagare. Infine quando compri i giocatori a rate la banca emette fideiussioni, e fai ancora debito. Morata per esempio pagato in 3 anni genera 14 milioni di debito all’acquisto. Sandro, pagato in 3 anni, fa 16 milioni di debito all’acquisto. Dei 200 milioni di debiti credo che quasi la metà siano di giocatori che la Juve sta pagando a rate. Se da oggi la Juve smette di comprare e vendere per 3/4 anni riuscendo a giocare in Chamions il debito si dimezza e più. La domanda dovrebbe essere, è un debito sotenibile? La risposta è si ma solo se partecipi alla Champions altrimenti sei costretto a vendere gli asset(giocatori) per rientrare del debito altrimenti ne generi altro…e li la Juve è messa bene avendo 8/10 giocatori che hanno mercato con un valore di almeno 300 milioni.(Pogba 80, Dybala 40, Bonuci 30, Morata 30, Marchisio 20/25, Sandro 15/20, Rugani 15, Neto 5/8, Asa 15/20, Periera 15/20, Zaza 10/15, Manzukic 10, Sturaro 10, khedira 15/20). Molto importante è anche la questione diversificazione degli introiti e li la Juve, anche se indietro rispetto i top Europei, è la squadra messa meglio in Italia. Il problema della Juve, a prescindere da chi aveva ragione o torto, è stato calciopoli, senza il quale oggi probabilmente avrebbe meno debiti ed almeno un fatturato di 400 milioni senza plusvalenze. Sarebbe molto interessante se il Team di C&F stimasse, a prescindere di chi è la colpa, il danno che ha procurato calciopoli al calcio Italiano. Mi viene da pensare ad esempio che le penalizzazioni di Juve, Milan e Fiorentina hanno permesso ad altre realtà come Chievo, Samp, 2 volte l’Udinese di andare ai preliminari di Champions penalizzando però il valore del calcio Italiano e facendo perdere centinaia di milioni di introiti nonchè posizioni nel ranking non essendo state tali squadre all’altezza. La perdita di valore del calcio Italiano è causata da 3 fattori principali: gestione di societarie scellerate(marketing, vivai e stadi), crisi economica dell’Italia e calciopoli. Attenzione non sto dicendo che Calciopoli è stata giusta o sbagliata ma che è una delle cause principali del declino del nostro Calcio ed anche dei debiti della Juve ed in parte del Milan.

  3. il debito è nei parametri fair play rispetto al fatturato. il patrimonio cresce molto più delle esposizioni. parte del debito dipende dall’aumento dei ricavi. mi spiego:crescendo i diritti tv crescono gli importi delle fatture da scontare in banca tramite factor.
    la juve non ha ceduto “brand” a scatole varie
    la juve plus valenze mai fatte coi primavera
    cittadella e stadio opere virtuose
    semmai la progettualità è poco ambiziosa nel senso pieno del progetto , ad esempio capienza di 42 000 poteva essere di almeno 50000 fare sedi locali come buyern monaco vista la composizione del tifo che attraversa tutto il paese mettendo a disposizione dei tifosi canali facili per accedere allo stadi.
    canale tematico sempre sui sky e non in chiaro mentre potrebbe fare ascolti che gli permetterebbero di essere indipendente, capace di catturare altri sponsor e cambiare la comunicazione del club.
    spero che l’idea del concept hotel da replicare in varie parti del mondo per globalizzare ed espandere il marchio sia l’inizio di una nuova fase espansiva.
    ma dal punto di vista economico e sportivo dopo cataclisma 2006 non si può non togliersi il cappello davanti a trofei e numeri confortanti sul futuro del club in Italia e in Europa.