Mondiali 2006, arriva ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato: il presidente della DBFWolfgang Niersbach, ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato.

La notizia è giunta solo poco fa e le motivazioni che hanno spinto Niersbach a dimettersi dal ruolo di presidente, e di lasciare dopo ben 27 anni la DBF, sono state pubblicate sul sito della Federcalcio tedesca.

Le accuse di qualche settimana fa, mosse dal settimanale tedesco ‘Der Spiegel’ sono state troppo pesanti per reggere la pressione e per rimanere ancora in carica. Secondo il settimanale tedesco, il comitato promotore avrebbe infatti creato un fondo nero nel quale sarebbero confluiti 6,7 milioni di euro versati dall’ex Ceo di Adidas, Robert Louis Dreyfus. L’ingente somma sarebbe stata versata prima della decisione del 6 luglio 2000 della Fifa di assegnare la Coppa del Mondo alla Germania.

Parte di questo denaro sarebbe stato utilizzato per comprare quattro voti dei rappresentanti asiatici del comitato esecutivo della Fifa che decide sull’assegnazione della rassegna iridata.

Dopo tali accuse, il Consiglio Federale della DBF aveva confermato la fiducia a Wolfgang Niersbach. Fiducia però che, a quanto pare, non sia bastata per convincere Niersbach a non dimettersi dal ruolo di presidente della DBF.

Sul sito della Federcalcio tedesca, Wolfgang Niersbach afferma che: “Ho riconosciuto che è arrivato il momento di prendere la responsabilità politica per gli eventi circa la Coppa del Mondo del 2006”. Il 64enne dirigente era un vice-presidente del comitato organizzatore tedesco per la Coppa del Mondo 2006 ed è stato nominato segretario generale Dfb nell’ottobre 2007. Allo stesso tempo però ha evidenziato come, in questi 27 anni di onorata carriera per la DBF, ha sempre affrontato il lavoro come un atto d’amore verso la Federcalcio e non una semplice professione.

Le dimissioni da presidente di Niersbach giungono dopo qualche giorno dalla perquisizione fatta dalla Procura di Francoforte che indaga su quanto è accaduto per l’assegnazione dei Mondiali 2006.

A questo punto, senza più neanche il sostegno della DBF, per Wolfgang Niersbach la lotta per dimostrare la sua estraneità all’accaduto è appena iniziata e si preannuncia una battaglia ardua e difficile da vincere.