Malagò tenta di capire le dinamiche che avrebbero portato il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, a dire certe cose sugli ebrei e sui gay. Frasi, come stesso ammesso dal numero uno del Coni, inaccettabili ma l’intento di Malagò è il capire perché siano state dette.

Io con Tavecchio ho parlato in tutti questi giorni come ho fatto prima e come parlo sempre, con grandissima frequenza, con tutti i presidenti federali, che sono i miei riferimenti. Le parole restano, le stracondanniamo, sono da censurare, da biasimare. Ma gli ho chiesto: ‘dimmi se c’e’ qualcosa di piu’ o di diverso rispetto a quello che ho letto perche’ io non l’ho capito’. Forse ci sono stati dei retroscena, credo 4-5 incontri con questo giornalista con una richiesta di finanziamenti di progetti“. Questa la posizione del presidente del Coni, Giovanni Malago’, in merito all’ultima gaffe su gay ed ebrei da parte del numero uno di via Allegri.

In merito alle possibilità di commissariare la Federcalcio, Malagò ha ribadito che il Coni ad oggi non potrebbe intervenire “ma non sono una persona a cui manca il coraggio per fare le cose. In questi due anni, anche con grande dolore e grande sofferenza, ho portato avanti i commissariamenti di Federazioni e comitati regionali di persone a cui sono legato, a cui devo essere riconoscente. Ma se ci sono gli estremi vado avanti“. E sul report Figc in merito a quanto accaduto, il presidente del Coni conferma: “lo aspetto per oggi“.

Quello che tutti si domandano è se Malagò chiederà a Tavecchio di non candidarsi nuovamente per il ruolo di presidente della Figc. Su tale argomento, il numero uno del Coni, ha detto: “Se chiederò a Tavecchio di non ricandidarsi? Io posso solo fare moral suasion perché qui c’e’ una dinamica elettiva e il tema non dipende da Malago’ ma da chi vota un soggetto. E’ questo il ragionamento per cui si deve creare il presupposto dell’opinione pubblica. Poi perché viene eletta una persona piuttosto che un’altra che nessuno preferirebbe questo andatelo a chiedere a chi va nelle assemblee a farlo“.

Sulla condanna arrivata da Palazzo Chigi, il capo dello sport italiano ha confidato: “Devo dire che su questo argomento parlo, mi scrivo e mi ‘messaggio’ con il premier Renzi. Lui ha risposto come deve fare un primo ministro, perché conosce le regole e sa che un potere politico non può intervenire nei confronti del mondo sportivo, anche perché il Cio e le Federazioni internazionali hanno delle precise regole. Poi uno può esprimere un’opinione ma non vuole dire intervenire, salvo che non ci siano questioni di carattere penale ma questo sta eventualmente alla magistratura. Renzi mi ha risposto dicendomi quello che pensa, che mi sembra anche molto condivisibile, e cioè che non può dire più di tanto rispetto al mondo dello sport ma lui queste parole non le può accettare e non sono assolutamente condivise“.