Diritti Tv, Baroni accusa anche l’advisor di Mr Bee sul Milan. Andrea Baroni, il fiscalista, da oggi agli arresti domiciliari, avrebbe chiamato in causa anche i suoi tre partner svizzeri della Tax&Finance, tra cui Gerardo Segat, advisor finanziario di Bee Taechaubol nella trattativa per l’acquisto del 48% del Milan.

Il consulente è indagato per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale ed era stato arrestato lo scorso 9 ottobre nell’ambito di uno dei filoni dell’indagine della Procura di Milano che, in altre due tranche, sta effettuando accertamenti sull’assegnazione dei diritti tv del calcio e sui finanziamenti sospetti ad alcune squadre come Genoa e Bari.

Nel provvedimento con cui sono stati disposti i domiciliari, su richiesta della difesa, il gip Giuseppe Gennari annota, infatti, che “sebbene fatta in modo discreto – per l’evidente imbarazzo che la cosa può provocare – la memoria difensiva di Baroni vale come vera e propria chiamata in reità di Segat, Di Filippo, Primicerio, cioè i tre che gestiscono i collaboratori che s’interfacciano con i clienti in questione“.

“Per contro – prosegue il giudice – per quanto è del tutto condivisibile ciò che dice il pm circa la verosimile permeabilità – almeno a livello conoscitivo – tra le varie diramazioni interne di T&F, è chiaro che la possibilità di ricondurre pure al team di Baroni predette operazioni ne esce molto indebolita”.

Dal canto suo Baroni ha spiegato, sempre nella memoria, di non essere stato “lui a gestire i clienti riguardati dalle operazioni contestate” eccetto uno, lo stilista nel ramo delle calzature Franco Sarto. Per tanto il gip “fa molta difficoltà a contrastare questa versione. – si legge sempre nel provvedimento – L’attività di perquisizione successiva” agli arresti del fiscalista “non ha evidenziato contatti diretti tra Baroni” e i clienti italiani.

Con ciò nell’ordinanza con cui si attenua la misura cautelare, si sottolinea anche che “è anche del tutto evidente che alcune spiegazioni fornite da Baroni non sono per niente soddisfacenti” e che “dalle indagini in corso emergono numerosi altri spunti”. Per il giudice Gennari quindi, “da un lato il quadro indiziario relativo ai reati-fine contestati (…) risulta sicuramente appannato rispetto alla posizione soggettiva di Baroni (ma non rispetto alla oggettiva sussistenza dei fatti). Dall’altro, sono emersi ulteriori riscontri circa il fatto che l’attività di T&F nel suo complesso è volta alla commissione di plurimi reati a vantaggio di operatori italiani”.