Barcellona, la sfida politica all’Uefa inizierà nella prossima sfida di Champions League. Infatti, trentamila bandiere stellate, simbolo della Catalogna, coloreranno gli spalti del ‘Camp Nou’ in occasione della sfida fra il Barcellona e il Bate Borisov.

L’iniziativa “per difendere la libertà di espressione” è di quattro organizzazioni indipendentiste catalane (Asamblea Nacional Catalana, Omnium Cultural, Plataforma ProSeleccions Esportives Catalanes e Drets), che vogliono così protestare contro la multa di 40mila euro inflitta al Barcellona dalla Uefa per l’esposizione delle stesse bandiere sugli spalti del ‘Camp Nou’ in occasione della gara interna di Champions con il Bayer Leverkusen.

Le bandiere saranno distribuite da 300 volontari fuori dallo stadio che ospita le partite della formazione blaugrana. Il Barcellona, da sempre vicino ai movimenti per l’indipendenza della Catalogna, è stato informato dell’iniziativa e non si è opposto. “La ‘estelada’ non è vietata, non fomenta la violenza e rappresenta molti tifosi del Barcellona. La Uefa si è messa in un bel pasticcio“, ha detto recentemente il presidente del club blaugrana, Josep Maria Bartomeu, in un incontro con alcuni tifosi.

Il governo spagnolo ha già espresso il proprio dissenso: “Tutto ciò che chiediamo è il rispetto per non introdurre un elemento di confronto in uno spettacolo di massa“, ha affermato il presidente del Consiglio superiore dello sport (Csd), Miguel Cardenal. “Questa non è solo la nostra opinione, ma quella del movimento sportivo mondiale, della carta olimpica e degli statuti delle federazioni internazionali, che chiedono che le manifestazioni politiche restino fuori dagli eventi sportivi“.

Sull’argomento non si è invece espresso il tecnico del Barcellona, Luis Enrique, che oggi ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa. “Voglio concentrarmi sulla partita e non voglio pensare ad altre cose“, si è limitato a dire l’allenatore blaugrana.

Dunque, ancora una volta la politica e i pensieri di un popolo andranno ad influenzare uno sport come il calcio. Nonostante si sia tentato in questi mesi di scindere le due cose, a Barcellona la questione della Catalogna risulta ancora più importante di una gara di Champions League e delle norme dell’Uefa.