In principio era la RAI, le mitiche trasmissioni radiofoniche che tenevano l’Italia del calcio incollata alla radiolina con la simpatia e la competenza di radiocronisti entrati nell’immaginario collettivo del paese, poi arrivarono le radio romane, mitiche emittenti che accoglievano i turisti sui taxi di tutta la città con interminabili dibattiti su Roma e Lazio, ma anche Juventus, Milan e Inter, ovviamente, 24 h su 24.

Quando queste diventarono grandi arrivarono nei grandi centri, anche nel Nord Italia, mentre ancor di più provò a fare la toscana Radio Sportiva, trasmettendo solo sport a livello nazionale. Ora che la radio sta avendo grandi successi in termini di raccolta pubblicitaria anche i grandi gruppi ci provano.

Nei primi nove mesi del 2015 la raccolta pubblicitaria del mezzo radiofonico è cresciuta del 10% rispetto allo stesso periodo del 2014. E il trend continua a essere positivo, con un settembre 2015 a 26,5 mln di euro lordi, +10,2% sull’analogo mese 2014. Con questi numeri, è chiaro che l’attenzione sulla radio sia massima da parte del mondo del business, della finanza e dell’editoria. E quando questa attenzione si alza il calcio e lo sport in generale fanno sempre capolino. 

La domanda principale è una: cosa farà Mediaset col suo 80% di R101 e il suo circa 20% di Finelco (105, Virgin, Rmc). Quando ci sarà il via libera dell’Antitrust sull’operazione Mediaset metterà mano a R101, con nomine operative di responsabili amministrativi e creativi, e la definizione del nuovo taglio editoriale e dei palinsesti.

Nel frattempo a capo del nuovo consiglio di amministrazione di Monradio – R101 è stato messo Luigi Motta, direttore del personale di Mediaset, mentre la stessa Mediaset – come conferma l’edizione odierna di Italiaoggi – starebbe elaborando altre idee sul palinsesto di R101: in tanti hanno parlato di una evoluzione di R101 in radio sportiva (affi dando la gestione dell’emittente alla redazione sportiva e motori del Biscione e a quella di Premium), ma ogni ipotesi, tuttavia, è ancora prematura.

Soprattutto tenendo conto che l’universo Mediaset-Mondadori, in un recente passato, ha già avuto la gestione della raccolta pubblicitaria del network Radio Sportiva, che poi ha preferito abbandonare non ritenendo soddisfacenti i risultati.

Ma ora la sfida sarebbe più interessante anche per la possibilità di entrare direttamente nel business sfruttando i contenuti di Premium (quindi la Serie A e la Champions League).

I dati complessivi sul mezzo sono confortanti: l’84% della popolazione italiana ascolta la radio regol a r m e n t e , con un 88% tra gli uomini e un 80% tra le donne e un buon appeal sul mondo dei giovani. E ora il 90% di chi ascolta la musica online (il 25% della popolazione) ascolta anche la radio. Gli utenti di Spotify, per esempio, sono intensi fruitori della radio e scarsi fruitori della tv. Inoltre il 20% degli ascoltatori utilizza sia i device classici (radio di casa, autoradio), sia i nuovi device digitali.

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