Il consiglio della Figc ha approvato oggi all’unanimità l’istituzione dei Centri Federali Territoriali, progetto studiato e presentato dal Settore Giovanile e Scolastico su input della Figc. Il primo di questi centri sarà inaugurato lunedì al campo Bruno Buozzi di Firenze alle 15, alla presenza del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, del dg Michele Uva e del presidente del Settore Giovanile e Scolastico, Vito Tisci.

«E’ la cosa più importante delle decisioni di oggi», ha spiegato Tavecchio, che ha poi aggiunto: «Con i centri federali territoriali la Figc mette in pratica un consistente intervento economico finanziario e un contributo al sistema calcistico italiano. In più assolviamo a una funzione sociale sul territorio, l’aspetto agonistico, ma anche ludico, amatoriale e dilettantistico».

Secondo il dg Michele Uva, si tratta del «più importante passo tra quelli intrapresi finora, un progetto complesso, ambizioso e studiato sui modelli internazionali che ha portato a un modello italiano che segue quello tedesco a cui ci siamo ispirati. Non pensiamo che sia un costo ma il più grande investimento della Figc dopo il Centro tecnico di Coverciano».

I centri territoriali rappresenteranno il polo territoriale di eccellenza per la valorizzazione e la formazione tecnico sportiva di giovani calciatori e calciatrici tra i 12 ed i 14 anni. Gli aspetti su cui si basa sono tutela del talento, lotta all’abbandono dell’attività sportiva, monitoraggio dei giovani calciatori nel medio-lungo termine, sviluppo di un percorso di formazione tecnico-sportiva coordinato e la definizione di un indirizzo formativo ed educativo centrale.

In cantiere una commissione contro i grandi rischi

Il presidente della Federcalcio al termine del consiglio della Figc ha lanciato l’idea di istituire una commissione «che possa prevedere a lungo raggio quali siano i rischi in itinere» per il futuro del calcio italiano.

«In relazione a quanto succede in questo Paese», ha spiegato il numero uno di via Allegri, «bisogna proteggersi anche dal futuro, dalle ipotesi che vengono configurate assolutamente con monotonia ma sempre malavitose. Noi ci troviamo sempre con le stesse cose del 1990, del 2000, del 2006… sempre ripetitive». Bisognerà capire quindi in anticipo se attorno al mondo del calcio italiano «c’è ancora un Enola Gay che deve sganciare una bomba atomica».

Su questo tema, rispondendo all’indiscrezione del Fatto Quotidiano secondo cui tale commissione potrebbe essere guidata dall’ex presidente della Figc, Franco Carraro, Tavecchio ha rivelato che sarà lui stesso a presiederla: «Su questo non delego a nessuno – ha chiarito -. Valuterò, con le mie competenze, di assegnare a persone di provata conoscenza e capacità del sistema eventuali nomine che al momento però non ci sono».

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