Giorni caldi intorno a Sampdoria e Genova per il futuro delle due società. Sulla sponda rossoblù Enrico Preziosi non si stanca di riptere lo stesso concetto e ribadisce la disponibilità di lasciare il Genoa ad un altro imprenditore. Tanto più in questo momento in cui la Sampdoria sembra in procinto di passare di mano.

«Ho qui sul tavolo un bel po’ di lettere di intenti – riporta l’edizione odierna del Secolo XIX -, prima o poi le renderò pubbliche. In tanti si sono fatti avanti in questi anni, per poi sparire subito. Anche adesso, non c’è nulla di concreto». Con un’unica condizione. «Deve essere più capiente di me e deve essere una figura certa». Situazione che, finora, non si è verificata.

In attesa dell’uomo giusto Preziosi prosegue il risanamento del club affidato all’amministratore delegato Alessandro Zarbano. «Ora è un club più appetibile – spiega -, con un monte ingaggi molto più basso e giocatori di valore. Abbiamo azzerato i debiti che avevamo con l’estero».

E dallo scorso aprile Preziosi ha avviato un progetto di rafforzamento che prevede nuove risorse, con lo stesso Preziosi sempre alla guida del club. «Sto cercando una soluzione per rinforzare il Genoa ma nessuna chiusura nell’immediato», ha sottolineato nei giorni scorsi il presidente rossoblù. Un’operazione probabilmente di tipo commerciale, non una cessione di quote.

Una ricerca di investitori sul mercato anglosassone. Almeno questa è l’idea di partenza. «Un progetto innovativo», lo definisce Preziosi. Che aveva come iniziale scadenza il mese di ottobre ma che ora potrebbe avere tempi più lunghi.

In questo contesto Preziosi replica alle accuse che lo vedono coinvolto nel caso Infront: «Si è parlato di fondi neri e riciclaggio, cose da pazzi», sottolinea Preziosi.

Intanto Preziosi smentisce in contatti con Giovanni Calabrò (persona che secondo quanto riporta Il Secolo XIX ha un passato molto turbolento dal punto di vista giudiziario e ora punterebbe ambiziosamente a entrare nel calcio con il Genoa): «Non lo conosco, non so chi sia», ha ribadito Preziosi.

E lo stesso presidente minimizza a proposito del colloquio con Pablo Dana, già coinvolto in fase iniziale nell’accordo Berlusconi Mr Bee. «Ci ho parlato dieci-dodici minuti, non di più. Ho capito subito che non c’era nulla di concreto. E non l’ho più sentito». Una regola precisa, quella di Preziosi: «Non tratto con gli intermediari».

Il contatto deve essere diretto e questo contatto finora non c’è mai stato. In questo senso non si può che capire e condividere l’idea di Preziosi di volere per il Genoa un industriale dalla capacità finanziaria importante e non qualcuno che lavori per la società per puri obiettivi finanziari.

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