Belgrado – Gli annunci da parte della politica vanno fatti al momento giusto. Deve averlo pensato Aleksandar Vucic, primo ministro serbo, che dopo l’eliminazione della Serbia dalla corsa per la qualificazione ai prossimi campionati europei in Francia, ha svelato il piano del Governo di costruire un nuovo stadio nazionale.

Il costo? Sentite qui: solo per la struttura, che sarebbe tra i 50 e 60mila posti, ci vorrebbero 150 milioni di euro, in totale comprendendo strutture e servizi annessi, si arriverebbe a 250 milioni di euro. La stima totale è stata confermata da Tomislav Karadzic, presidente della Fss, la Federcalcio serba, che ha aggiunto che l’istituzione può ottenere da Fifa e Uefa fino a 15 milioni di euro per il progetto.

Il problema è che i due club principali della capitale serba, il Partizan e la Stella Rossa, hanno già uno stadio ma sarebbero entrambe interessate a giocarvi, anche se solo una potrà farlo. “Non abbiamo ancora deciso, ma la questione probabilmente porterà ad uno scontro”, ha spiegato Vucic, secondo quanto riporta InsideWorldFootball.

La Stella Rossa gioca allo stadio Rajko Mitić, rinominato così in onore di una delle leggende del club dopo un memorandum of understanding firmato dal club per riammodernare lo stadio che in città (e all’estero) viene spesso chiamato Marakanà. Delle opere di sistemazione dello stadio, cominciate nel 2012, si è occupata la ditta cinese NCEC (Natong Construction Engineering Constructing Co.), che si è occupata di progettare anche dei pannelli solari da sistemare sulla tettoia delll’impianto, il più grande in Serbia per capacià con i suoi 44mila spettatori. Gli stessi che conteneva lo stadio Partizana, del Partizan, poi abbassati come numero dalla Uefa per questioni di sicurezza.

 

 

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