Fifa, Platini a esame Uefa: idea è rinviare le elezioni. In Uefa già lo chiamano il giorno dello showdown, ma l’assemblea informale che Michael Platini ha convocato per la giornata di domani, giovedì 15 ottobre, dopo aver scritto ai 54 presidenti per spiegare tutto – senza peraltro convincerli di nulla – rischia di portare a un solo risultato: la richiesta informale di rinviare l’elezione Fifa, prevista per il 26 febbraio.

Mai come ora, il calcio a livello mondiale si trova in una situazione di caos assoluto dove il bisogno di trasparenza viene richiesto a gran voce da più parti, ma raggiungere questo obiettivo sarà tutt’altro che semplice. Blatter, infatti, è nel pieno della bufera per lo scandalo nato dall’inchiesta corruzione delle autorità americane. Platini, candidato forte alla sua successione, è invece rimasto invischiato nella vicenda per i due milioni di franchi pagatigli dal presidente uscente come ‘consulenza’, nel 2011, nove anni dopo l’accordo per i quali sarebbero stati previsti e a ridosso delle elezioni Fifa che riconfermarono Blatter alla guida del calcio mondiale.

Per l’Uefa ora prendere una posizione è tutt’altro che semplice: il massimo organismo calcistico a livello mondiale, infatti, sosteneva Platini, ma ora la posizione del francese non è certamente delle migliori. Anche il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio aveva voluto dire la sua sulla questione cercando di non sbilanciarsi troppo: “Prima di valutare e decidere, dobbiamo sentire cosa ha da dirci lui”, ma ora forse solo l’appuntamento di Nyon potrà farci capire davvero com’è la situazione attuale.

Alle 11 è fissato l’esecutivo, alle 14 l’incontro con i presidenti, che poi alle 18 potranno in ordine sparso incontrare i media. “Rinviare le elezioni sarebbe un colpo alla democrazia della Fifa, e una conferma che tutto rimane come prima”, ha tuonato da Amman Ali bin al Hussein, principe giordano candidato al dopo Blatter. La sua posizione sembra quindi far capire come il rischio rinvio, forse per tentare di calmare le acque in attesa di tempi miglior, sia un’idea caldeggiata da più parti.

Al momento Blatter e Platini sono sospesi dal comitato etico Fifa ma l’iter di giustizia sportiva è ancora in corso, e la giustizia svizzera che indaga non consolida certo la posizione di ‘Le Roi’ che si diceva solo ‘persona informata dei fatti’ ed invece è stato smentito dal magistrato elvetico (“è a metà tra indagato e persona informata“, le sue parole confuse ma dure). Il francese comunque ha provato a spiegare il suo punto di vistaal comitato etico e ai suoi presidenti con una lettera, e poi all’esecutivo in una conference call giudicata da molti dirigenti non esaustiva.

E’ vero che non esiste un contratto per quella consulenza? E se è così a che titolo la Fifa ha pagato? E’ vero che un contratto c’era, ma per cifre molto più basse? Soprattutto, perchè quel ritardo nel chiedere l’ultima tranche di soldi? Gli oppositori di Platini anche in Uefa non mancano. La Spagna è sua nemica, Germania e Danimarca hanno espresso in questi giorni tutti i loro dubbi, l’Italia cerca una linea comune con tedeschi, inglesi e francesi.

Intanto anche in patria Platini ha ricevuto bordate: per ‘Le Monde’ e’ politicamente morto. E’ infatti questo lo scoglio più difficile da superare. Finora il francese si è trincerato dietro al segreto delle indagini, fornendo spiegazioni non dettagliate, ed anche per questo i media britannici scatenati sul caso sono a caccia delle cento pagine di verbale dell’audizione di fronte al comitato etico. Ma se davvero il n.1 del calcio europeo non riuscirà a diradare tutte le nubi, come potrà pensare di arrivare al voto del 26 febbraio senza rischiare il massacro di voti? Probabile quindi che domani chiami all’unità l’Uefa, in attesa che tutto si chiarisca: L’unico modo per stoppare questa volontà di rinvio, per i nemici interni di Platini, sarebbe ritirare la candidatura votata e trovare un’alternativa forte da subito.Il rischio è una frattura interna, una posizione che pochi vogliono correre. L’appuntamento di Nyon è quindi fondamentale.