Da quando lo sceicco Mansour Bin Zayed al Nahyan ha acquistato il club nel 2008, il Manchester City non hai mai registrato il bilancio in attivo. Fino allo scorso anno. Ora le cose sono cambiate.

La società inglese è passata da un rosso di 30 milioni a un utile da circa 14 milioni di euro nella stagione 2014/15. Un risultato conseguito grazie a due politiche economiche. La prima è quella di un fatturato in crescita per il settimo anno di fila e arrivato a quota 475 milioni. Non solo: il Manchester City ha anche operato un taglio al monte ingaggi, passato da 275 a 260 milioni di euro. I ricavi commerciali sono di 233 milioni di euro, mentre quelli da broadcasting di 206 milioni.

Notizie non buone per il City arrivano però dalla Svizzera, ovvero dal Governo mondiale del calcio: la Fifa starebbe indagando sul trasferimento avvenuto nell’agosto 2014 di Eliaquim Mangala dal Porto al Manchester City, trasferimento per il quale vennero tirati in ballo i fondi d’investimento, in particolare quello più chiacchierato di tutti, Doyen.

Secondo “Bloomberg”, nel mirino della Fifa ci sarebbero i due club, sospettati di aver violato le norme relative alla proprietà di soggetti terzi, anche se il Porto avrebbe una posizione più grave rispetto a quella del City. Il 24enne difensore centrale francese è arrivato in Portogallo nel 2011 e fu poi pagato dal City circa 40 milioni di euro. A Bloomberg un portavoce della Fifa avrebbe confermato l’indagine mentre Nelio Lucas, amministratore del fondo Doyen, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

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