Fifa, Abete: “Servono chiarimenti”. Ci avviciniamo al momento in cui chi aspira alla poltrona di guida della Fifa dovrà presentare la sua candidatura, anche se per conoscere chi sarà il successore di Joseph Blatter, che ha deciso di porre fine al suo lungo mandato dopo i recenti scandali che hanno colpito lui e alcuni suoi collaboratori, si dovrà attendere il prossimo febbraio quando sono in programma le elezioni. Inevitabilmente, però, dopo la decisione del Comitato Etico per 90 giorni di sospendere lo svizzero e il presidente della Fifa Michael Platini (uno dei principali candidati al massimo organismo calcistico mondiale), sono in tanti a esprimere la necessità di una maggiore trasparenza.

A esprimere la sua opinione su quello che sta accadendo è ora il vice presidente Uefa e ex presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, che nel corso del suo intervento a “La politica nel pallone” su Gr Parlamento, ha parlato dello scandalo Fifa: “Giovedì con il comitato esecutivo e con l’incontro dei 54 presidenti federali ne sapremo di più. Ci vuole grande attenzione ai fatti ed al chiarimento di come si sono svolti i fatti”.

Abete ne ha inoltre approfittato anche per sottolineare che il modo con cui sta procedendo la Procura di Zurigo per far luce su quanto di negativo ha coinvolto Blatter e alcuni suoi collaboratori potrebbe non essere del tutto corretto, mentre solitamente in situazioni del genere in Italia l’atteggiamento è totalmente diverso: “Spesso ci lamentiamo della lentezza della giustizia sportiva italiana, qui forse è andata troppo velocemente. Risulta difficile pensare che Platini se avesse avuto una situazione di così grande disagio (cioè aver ricevuto indebitamente dei soldi) poteva tenere un atteggiamento così dialettico nei confronti del presidente Blatter. Quindi serve un chiarimento a 360 gradi” ha concluso.

Abete ha chiarito anche che difficilmente potremo avere una candidatura italiana alla presidenza della Fifa: “Non penso che siamo nelle condizioni di esprimere candidature a questi livelli. Non possiamo fare la nostra parte, abbiamo una Federazione molto impegnativa come attività, abbiamo maggiori difficoltà rispetto ad altri Paesi a disegnarci ruoli internazionali”.