Stadio San Paolo, impianto ristrutturato in occasione della Coppa del Mondo disputata in Italia nel 1990, è argomento di scontro ormai da anni tra il Comune di Napoli ed il club partenopeo.

Negli anni, sono sempre stati effettuati del lavori che potessero consentire alla struttura di Fuorigrotta di poter far giocare le partite al Napoli, sia in campionato che in Europa ma i problemi di una struttura fatiscente ed obsoleta sono rimasti e con il passar del tempo sono anche aumentati.

Al momento la questione dello Stadio San Paolo è una priorità per il Napoli di Aurelio De Laurentiis ma i quesiti da risolvere con il Comune sono vari: convenzione ponte fino a giugno, nuova convenzione a partire da giugno, questione sicurezza dello stadio e progetto di restyling della struttura.

Per quanto concerne le due convenzioni, la questione è alquanto complicata in quanto, tra domanda e offerta c’è una differenza notevole. Al momento, il Comune di Napoli sarebbe anche disposto a firmare una convenzione ponte fino a giugno, simile a quella che è scaduta qualche mese fa, ma De Magistris deve tener conto del volere di De Laurentiis e dei consiglieri comunali che non fanno parte della maggioranza.

Dal canto suo, De Laurentiis sarebbe anche d’accordo ad una convenzione ponte simile a quella precedente, ma a patto che la nuova convenzione dia al Napoli la possibilità di gestire il San Paolo in autonomia e con spese d’affitto basse, se non addirittura nulle. Dall’altra parte ci sono però quei consiglieri comunali, che non sembrano per niente interessati a favorire in tal senso il club partenopeo, sostenendo di voler arrivare un accordo con il Napoli, ma con un esborso economico maggiore rispetto al passato.

A tener banco sulla questione convenzione è anche il problema relativo alla sicurezza. Napoli e Comune non riescono a trovare un accordo su chi deve effettuare i lavori per la messa in sicurezza della struttura di Fuorigrotta ma a favore di palazzo San Giacomo c’è l’articolo 2 del decreto ministeriale dell’8 agosto 2007, il quale sostiene che le spese relative all’organizzazione della sicurezza sono a carico della società di calcio.

Come già riportato nei giorni scorsi da noi di C&F, nel caso in cui non si dovesse giungere ad un accordo per la convenzione ponte, il Napoli dovrà pagare l’affitto del campo di partita in partita. Secondo alcune indiscrezioni raccolte da noi di C&F, tale ipotesi potrebbe esser ancora sostenuta dal Napoli ma il pagamento delle gare casalinghe avverrebbe o a distanza di qualche mese dalle gare giocate o a giugno, ovvero quando De Laurentiis dovrà sedersi a tavolino con il nuovo sindaco di Napoli per parlare della nuova convenzione. 

Sempre secondo alcune indiscrezioni raccolte da noi di C&F, l’ipotesi di un pagamento totale dell’affitto del San Paolo direttamente a giugno è quella più plausibile. Tale ipotesi viene avvalorata anche dal ritardo nei pagamenti, da parte del Napoli, nei confronti del Comune e degli steward, nell’ultimo anno e mezzo.

L’ultima questione che dovrà successivamente esser risolta è relativa al restyling del San Paolo. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, si è detto disponibile ad investire dai 20 ai 30 milioni per ammodernare la struttura di Fuorigrotta. Cifra ritenuta esigua dal sindaco di Napoli, rispetto ai lavori di ristrutturazione di cui necessita l’impianto.

La questione del restyling dello stadio San Paolo è l’ultimo dei problemi del Napoli e del Comune. Ora bisogna risolvere prima tutte le altre questioni per creare una nuova convenzione che possa soddisfare entrambi e che consenta successivamente ai tifosi partenopei di avere uno stadio moderno e sicuro.