Un altro rinvio a Palazzo Marino sul futuro dello Stadio San Siro. Ieri solamente l’Inter si è presentato all’incontro con l’assessore allo sport Chiara Bisconti, inviando l’ad Bolingbroke e il corporate director, Williamson, a varcare il portone d’ingresso di Palazzo Marino, mentre per il Milan non c’erano né Barbara Berlusconi né altri rappresentanti.

Una diserzione che apre una spaccatura tra i due club. L’Inter da tempo spera di poter pianificare i lavori per lo stadio con una programmazione a lungo termine che vada oltre la finale di Champions League del 2016.

Il Milan ha fatto sapere – fonte Corriere dello sport – che il summit di ieri pomeriggio era stato programmato unicamente per presentare Bolingbroke agli esponenti del Comune e che la presenza di rappresentanti del Milan non era ritenuta necessaria.

INTER. Il piano rimane chiaro: rimanere al Meazza. Con il Comune c’era già un’intesa per 150 milioni di investimento per cambiare lo stadio, interventi che inizierebbero l’estate prossima e porterebbero ad una diminuzione della capienza a fronte di uno stadio meglio organizzato e servito.

Bolingbroke per anni si è occupato dall’Old Trafford di Manchester, uno stadio storico che è passato attraverso diversi cambiamenti e che si è adattato nel tempo diventando quello con la maggiore capienza tra gli stadi di Premier League. Qualcosa di molto simile a ciò che si pensa per San Siro.

MILAN. La società rossonera ha in gestione l’impianto insieme ai nerazzurri e non ha nessuna intenzione di abbandonare il Meazza: l’ipotesi del nuovo stadio è stata scartata pubblicamente da Berlusconi anche se una comunicazione ufficiale al club di Thohir e al Comune non è stata ancora fatta, né di prevedere un esborso economico così importante.

In via Aldo Rossi i lavori che verranno fatti in vista della finale di Champions del 2016 sono ritenuti sufficienti a rendere l’impianto efficiente, moderno e in grado di generare ancora più proventi. Ecco perché i rossoneri non sentono l’esigenza, a differenza dell’Inter, di investire altri soldi.

Il prossimo passo potrebbe essere un incontro tra Erick Thohir e Barbara Berlusconi. Ma l’impressione è che fino a che la vicenda Mr. Bee non sarà definita nel dettaglio difficilmente la società rossonera si muoverà con chiarezza.

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