Tavecchio, presidente della Figc, ha parlato quest’oggi anche del problema del restyling dei vari stadi italiani. Questione che ormai da anni affligge i club che vorrebbero in gestione lo stadio per poi effettuare i dovuti lavori di ammodernamento dell’impianto.

Problema di non facile soluzione, soprattutto in Italia dove da anni si registrano scontri tra i club ed i rispettivi Comuni. Da questi scontri, nascono poi nuovi progetti per la creazione di nuovi stadi in altre parti della città.

Un’idea simile non piace però al numero uno di via Allegri che crede sia più consono ristrutturare le strutture già esistenti. “Non sarebbe piu’ semplice sistemare 20 stadi di interesse nazionale che fare una nuvola di cementificazione? Cosa andiamo a crearci nuovi spazi se poi non abbiamo un ammortamento? Come si puo’ pensare che in una citta’ come Napoli si possa fare uno stadio nuovo in un’altra zona? Bisognera’ trovare le condizioni per sistemare l’esistente“. Lo ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, nel corso della presentazione della proposta di legge sull’educazione e la cultura sportiva svoltasi alla Camera.

Sul territorio servono strutture – ha aggiunto -, e’ inutile che andiamo in Europa a fare operazioni di immagine per l’Italia e ci presentiamo con stadi non idonei alle competizioni internazionali. Noi per giocare al Sud dobbiamo andare a Palermo. L’organizzazione del sistema sportivo nasce da uno spazio in cui lo sport si deve muovere. Non possiamo relegare agli enti locali proprietari degli impianti che poi con la legge stabilita’ non posso spendere sugli impianti“.

Insomma, il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, è stato chiaro: bisogna cercare un accordo tra club e Comuni per effettuare i restyling degli stadi invece di crearne dei nuovi. In effetti, una soluzione simile, per quanto sia complicata da attuare visti i rapporti tra club e Comuni, è la soluzione economica meno dispendiosa per entrambe e richiederebbe sicuramente minor tempo rispetto alla costruzione di uno stadio nuovo.

Chissà cosa ne pensano Napoli, Empoli ed i loro rispettivi Comuni e chissà, se le parole del numero uno della Federcalcio italiana possano smuovere gli equilibri a favore di nuovi accordi che porterebbero ad ammodernare stadi vecchi di almeno 20 anni.

 

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Laureato in scienze politiche, ha frequentato il master in 'Informazioni multimediali e giornalismo economico' presso il Sole24Ore.